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Report redazione 18/5/21

Report riunione allargata redazione 18/05/2021 – @Asilo

Partecipanti:
Redazione + un* rappresentante del Giardino Liberato, tre del Cap, tre della comunità dell’Asilo.

Dopo un giro di presentazioni, qualcuno espone come in città ci sia una fame di spazi cui però non sempre si accompagna un’assenza di disamore e di cura degli stessi, e quindi come sia necessaria un’opera di educazione al vivere comunitario per i nuovi attraversatori degli spazi. Il problema è che non c’è un filtro (e non può esserci) e quindi si riscontra una difficoltà fra esigenze di apertura e di sicurezza, come una sorta di diaframma.

Si discute di come candidare il Centro Autogestito Piperno (CAP 80126) a bene comune riconosciuto e si mette a parte della attività che stanno mettendo in atto in questo momento, come servizi di collettività autosostenibili, che mettano al centro l’importanza di mantenere un presidio simile in un quartiere come il Rione Traiano, con la sua eterogeneità (i disoccupati 7 novembre): palestre, corsi di prepugilistica, la creazione di spazi verdi di aggregazione come cerchi sinergici e call per orti urbani, un polo di ascolto e supporto psicologico e un corso di ceramica. Al momento è forte l’esigenza di uno scambio di saperi con gli altri beni comuni, d’una messa in comunicazione con l’assessorato preposto e con l’Osservatorio cittadino permanente sui beni comuni.

L’archivio, nelle ultime settimane, è stato arricchito di alcuni materiali recuperati dal sito di NaDir, andato off line, e ha recepito una tesi di laurea sullo Scugnizzo. Inoltre si sta provvedendo a rinominare i documenti perché siano più facilmente reperibili tramite un motore di ricerca interno, magari attraverso delle parole chiave. I contatti con l’Opg procedono nella speranza di riuscire ad arricchire l’archivio anche col loro materiale.

In merito ai contenuti mobili si è pensato di estenderli includendo anche beni comuni ancora non riconosciuti ma già emersi (come, appunto, il CAP) e invitarli alle prossime riunioni, oltreché a condividere articoli magari sulla chat telegram. Per il momento il materiale verrà revisionato con un sistema di peer review fintantoché la redazione conserverà l’attuale composizione.

Fra gli scopi che si sono condivisi c’è stato anche quello di avere cura e tessere relazioni con altre realtà analoghe simili, facenti capo a Urbact, internazionali (Amsterdam, Danzica, ecc) e altre realtà nazionali simili (Mondeggi, Casabettola, Partinico solidale, ecc).

Si è ribadito come la sperimentazione dei beni comuni d’uso civico urbano napoletani sia un tentativo di costruzione di percorsi futuribili da condursi non in un blocco cristallizzato ma con una libera adesione continua, il che ne rappresenta la caratteristica sfidante (e impegnarsi con la redazione va in tal senso). Il sito si offre come contenitore della memoria storica di quanto è già stato fatto e sta a noi dargli continuità e riconoscerne il potenziale per il rinnovamento delle comunità e valorizzarlo: infatti è già scritto nel DNA dei luoghi, basti pensare alla storia del Giardino Liberato, strappato, insieme a tutta la comunità e al quartiere, all’occupazione di Casapound, il cui percorso, fino al riconoscimento dello status giuridico di bene comune non è che un avanzamento del fare politica del basso.

foto dal web

Per il prossimo ordine del giorno ci si è detti di immaginare di progettare una linea di policy e si è esteso l’invito a condividere la pagina del sito sui propri canali social network oltreché a mettere ‘mi piace’ per diffonderla al meglio.

Si è discusso dell’evento URBACT del 27 e del 28 e infine stabilito di fissare la prossima riunione di redazione, prevista fra due martedì, al Giardino Liberato.

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