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SUMMARY:Prima presentazione de "Le piogge" di Annalisa Davide allo Scugnizzo Liberato
DESCRIPTION:Prima presentazione de “Le piogge”\, la silloge di Annalisa Davide\, presso lo “Scugnizzo liberato”.\nIntervengono: Achille Pignatelli ed Eugenio Lucrezi. Modera Aldo Putignano.\nLetture a cura dell’autrice.
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SUMMARY:Presentazione de "La morte del poeta. Potere e storia d'Italia in Pier Paolo Pasolini"
DESCRIPTION:Presentazione de La morte del poeta. Potere e storia d’Italia in Pier Paolo Pasolini\, mercoledì 6 aprile 2022 h 18:00\nBruno Moroncini dedica un libro alla mancata elaborazione del lutto dell’Italia verso la morte del suo poeta più discusso\, nel centenario della sua nascita: Pasolini. Lo fa difendendolo dalle accuse di reazionarismo\, avvalendosi del concetto\, da benjaminiano qual è\, di angelus novus. Lo fa riportando il poeta al suo alveo costituente di ‘amico dell’umanità’\, dell’altr*\, dell’ancora da venire. E quando un simile poeta viene lasciato morire\, quando il suo lutto non viene esperito degnamente\, ma solo grossolanamente celebrato in ricorrenze comandante\, con esso muore il senso di comunità. Lo fa\, da lacaniano\, esaminandone il rapporto infantile col potere\, con La legge del padre\, vissuta in modo fantasmatico e masochistico. Una disamina\, quindi\, profonda e innovativa che getta\, finalmente\, una luce nuova sull’intellettuale friulano\, restituendolo alla dimensione che merita\, non accomodante o integrata\, né santificata. Complessa\, ma vera\, che lo rende\, a tutt’oggi\, scomodo\, col suo antineocapitalismo\, nel modo in cui denuncia chi siamo diventati: edonisti\, indifferenti\, borghesi\, infelici. Ripassare dalla morte del poeta\, quindi\, come faceva il poeta indugiando sulle macerie del passato\, con un ultimo sguardo\, prima di staccarsene perché anche noi si possa\, forti della sua lezione d’amore\, dirigersi versi nuovi momenti di comunità mossi dall’amore affratellante.\nInterverranno:\n– Bruno Moroncini\, insegnante Filosofia morale\, Antropologia filosofica e Psicologia clinica nelle Università di Messina e Salerno\, con particolare attenzione per i rapporti fra filosofia e psicoanalisi.\n– Gianluca Solla insegna Filosofia teoretica presso l’Università di Verona. \nPer approfondimenti: \nhttps://www.raiplaysound.it/audio/2019/12/Lo-scrittore-e-saggista-Bruno-Moroncini-sul-suo-libro-La-morte-del-poeta-4a2890ea-14ff-4449-9c5b-2f75c945e89f.html
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SUMMARY:LA GUERRA NON PARTE DA QUI
DESCRIPTION:Presentazione del libro\nLa Guerra non parte da qui\n di Marco Palma\nScatole Parlanti Edizioni  \nA seguire il documentario Il popolo delle pentole  di Andrea Canova  \nModerazione a cura de l’asilo con  Margherita D’Andrea e Giuseppe Micciarelli\nLetture Ramona Tripodi\nSonorizzazione live Fabrizio Elvetico  \nGiugno 2006. Il progetto per la costruzione di una nuova base militare statunitense nella periferia nord della città\, ad appena millecinquecento metri dalla Basilica Palladiana\, patrimonio UNESCO\, scombussola la quotidianità e le abitudini degli abitanti di Vicenza. Mirko\, giovane attivista politico\, intraprende una battaglia per contrastare la realizzazione dell’opera\, intorno alla quale ruotano interessi e appetiti civili\, come ad esempio la costruzione della nuova tangenziale fortemente voluta dall’assessore all’urbanistica. Ciò che non si aspetta\, però\, è l’ampio supporto da parte dei suoi concittadini. Ad affiancarlo\, diverse personalità – tra cui Corrado\, un anziano militante in pensione\, e Susanna\, giovane e vivace studentessa fino a quel momento distante dall’arena politica – il cui appoggio porterà alla nascita del Presidio Permanente No Dal Molin. Lo scontro tra le parti\, a sorpresa\, si fa arduo e vivace. Assemblee\, pedinamenti\, strategie politiche\, manifestazioni\, occupazioni\, feste: nei dodici mesi che seguono l’annuncio\, Vicenza vive una stagione inaspettata e irripetibile\, fatta di partecipazione ed emozioni collettive.
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SUMMARY:Stop The War: Manifestazione cittadina
DESCRIPTION:CONTRO LA GUERRA DI PUTIN\nCONTRO L’IMPERIALISMO DELLA NATO \nManifestazione cittadina\nSabato 2 Aprile ore 16.00 piazza del Gesù \n-No al coinvolgimento nel conflitto con la fornitura di armamenti\, no ai rischi di ulteriore escalation internazionale della guerra \n– Fermare subito la guerra è possibile: contro il cinismo di chi ha usato e usa la vita e il futuro della popolazione ucraina come una pedina nello scontro tra la Nato e la Russia. \n-Sosteniamo la popolazione civile ucraina e il diritto di accoglienza per i/le rifugiate dall’Ucraina e da tutti gli scenari di guerra. Contro la violenza patriarcale e razzista che decide chi ha diritto a scappare e chi no\, chi ha diritto a vivere e chi no… per il diritto da ogni parte a disertare la guerra \n-Contro l’uso formale del nuovo “Stato d’emergenza” per aggirare le leggi sulla vendita delle armi ai paesi in conflitto e per il ritorno ad un uso intensivo delle energie fossili che prepara il disastro climatico \n-Contro l’incremento miliardario delle spese militari annunciato dal governo: rilanciamo la spesa sociale e combattiamo il carovita! \n-De-militarizziamo l’Italia dalle basi Nato che ne fanno una portaerei e un target delle guerre in Europa e nel Mediterraneo. Costruiamo una campagna internazionale contro gli armamenti e la guerra \n-Per l’alleanza tra la gran parte della popolazione mondiale che non vuole essere costretta a scegliere tra miseria\, suicidio ambientale e apocalisse militare. No alla logica del nazionalismo\, della guerra\, delle sanzioni quando colpiscono i ceti più poveri invece dei responsabili: Un altro mondo è possibile! \nCoord. Napoli contro la Guerra \nQui il testo dell’appello esteso:
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SUMMARY:Laboratorio di lettura
DESCRIPTION:venerdì 1 aprile ore 17\,30 \nLaboratorio di lettura \ncercare le parole per dire di noi\, a partire da sé\, tra i libri \nPrimo incontro di Cassandra di Christa Wolf \nLeggeremo pagine scelte del testo\, che possono aiutare a fare un viaggio di sensazioni tra ciò che nel presente ci sta sconvolgendo e quello che nel mondo si sta scombinando. \nUna sensazione di vuoto sembra avvolgerci\, la natura si sta trasformando\, l’abitare il mondo con i nostri corpi appare travolto dal conflitto che è diventato guerra aperta.  \nChrista Wolf ha scritto Kassandra (pubblicato nel 1983) dopo un viaggio in Grecia fatto nel 1980. A Micene ha vissuto con tutti i sensi il paesaggio che era stato di Cassandra: “Ecco dove accadde. Lei è stata qui”. Da quel momento\, il suo interesse è stato “cogliere il punto cruciale\, alla nascita della nostra cultura\, in cui è cominciata quell’alienazione che adesso ci porta vicini all’autodistruzione. Mi ha interessato il momento in cui\, con l’avvento della società patriarcale e gerarchica\, l’espressione letteraria femminile sparisce per millenni”. \nLa Wolf fa dono a Cassandra di una lingua\, la sua\, di scrittrice contemporanea che ha fatto esperienza della guerra totale e dei totalitarismi. La sua Cassandra scopre i meccanismi che la svuotano di vitalità\, forza\, voce. E’ di fronte al vuoto: solitudine\, deserto di sentimenti\, assenza di speranza e di consolazione. Questo vuoto è il suo presente. \nIl romanzo dà una visione diversa da quella omerica classica\, recuperando lo sguardo e la voce della sacerdotessa troiana\, figlia di Ecuba e Priamo\, mentre attende la morte per mano dei Greci vincitori alle soglie della fortezza di Micene. Davanti ai suoi occhi scorrono intrecciate la propria storia personale e quella della città di Troia: l’amore per Enea\, la rottura con la famiglia che\, accecata dall’andamento della guerra\, non vede quanto accade e non la ascolta\, la vita nelle comunità femminili sulle rive del fiume Scamandro\, la distruzione e la rovina della sua città.
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SUMMARY:YOM EL ARD يوم الأرض | GIORNATA DELLA TERRA
DESCRIPTION:YOM EL ARD يوم الأرض | GIORNATA DELLA TERRA \nPer la #resistenza e contro l’apartheid in #Palestina!  \nIl 1 APRILE 2022 il Centro Culturale Handala Ali – in collaborazione con  Al Ard Doc Film Festival e Sardegna Palestina \, Giovani Palestinesi d’Italia   – in occasione della Giornata della Terra e della Israeli Apartheid Week presenta: \n1️⃣ “Università libere dall’apartheid israeliana.\nBoicottaggio accademico” \n?️ Interverranno: \n– Docenti\, ricercat* e student* delle università di Napoli \n– Samed Ismail (Giovani Palestinesi d’Italia) \n?Mezzocannone Occupato (Via Mezzocannone 14\, Napoli) \n? Ore 11 \n2️⃣ “Il cinema come forma di resistenza” \nDall’Al Ard Doc Film Festival\, proiezioni di: \n– 120 Km (Wasem Khair\, reg. palestinese) \n– Liwan (Doris Hakim\, reg. palestinese) \nCollegamento con il/la regista.  \n?Asilo Filangieri (Vico Giuseppe Maffei 4\, Napoli) \n? Ore 18:00 \nA seguire apericena  palestinese! \n▪️ Ricordiamo di venire munit* di mascherina e che l’ingresso sarà consentito fino a esaurimento posti. \n#CentroCulturaleHandalaAli\n#BoicottaIsraele\n#StopApartheid
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SUMMARY:Proiezione di Penda's fen\, di Alan Clarke - Per il ciclo Zodiac Club
DESCRIPTION:Penda’s Fen (1974) di Alan Clarke \nIl viaggio del protagonista nella storia sepolta e bellissima della sua terra è una scoperta di sé. Paganesimo\, temi gnostici\, demoni\, cospirazioni\, angeli\, capelloni: la “Palude di Penda” è una miscela unica di spiritualità e critica politica nel periodo di “rinascita dell’occulto” tra gli anni Sessanta e Settanta in UK.
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SUMMARY:Valvola - Microfono Aperto
DESCRIPTION:Valvola\nMicrofono aperto: la parola dà voce al paesaggio interno/intimo\, in una dimensione di ascolto di sé e dell’altro estraneo altèro abisso. In cui l’articolazione non sia solo suono ma carne ed ossa per recuperare una dimensione di con-di-visione\, in cui lo stupore agisca scivoli intrecci fucine.  \nMercoledì 30 Marzo ore 21:00 \nInfo:\nbiblioteca@exasilofilangieri.it \nImmagine: Trallalà\nGrafica: Lsd \nValvola è una iniziativa che nasce a L’Asilo grazie a una serie di incontri e sinergie. \nVi invitiamo il prossimo mercoledì 30 Marzo alle ore 21.00\, a partecipare ad uno spazio dedicato allo sconosciuto\, uno spazio libero: un microfono aperto dove\nl’incontro tra se e l’altro può avvenire\, prendere vita e avere\nespressione. Uno spazio dove la voce di ognuno potrà muoversi liberamente\, leggere scritti propri o altrui\, suggerire letture e percorsi\, esternare e condividere esperienze e pensieri\, vissuto e visioni\,storie\, racconti\,canzoni;accompagnati da uno strumento\,un’immagine\, un disegno\, dal corpo\, dalla voce.\nValvola è concepito per dare luogo e tempo all’espressione\,\nalla parola\, allo scambio\, all’incontro\, all’ascolto\, alla sperimentazione\,all’improvvisazione\, all’invenzione. Uno spazio ricettivo e molteplice\, al margine del quale  si può discutere\, intrattenersi\, confrontarsi e continuare\nl’esplorazione\, interiore ed esteriore e dare un terzo tempo  al dialogo e a un nuovo ascolto.  Valvola-Microfono Aperto\, è un appuntamento con l’intimità dell’altro\, il microfono una valvola di creatività\, aperto a tutti: alla contaminazione\, all’interazione. A Nuove Possibilità. \nPer l’occasione si troveranno anche libri in vendita di Perditempo.
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SUMMARY:Singolarità e istituzioni. Antropologia e politica oltre l'individuo e lo Stato
DESCRIPTION:Presentiamo  \nSingolarità e istituzioni. Antropologia e politica oltre l’individuo e lo Stato (ed. manifestolibri) \ndi Francesco Raparelli \nNe discutono con l’autore: Giso Amendola\, Giuseppe Micciarelli\, Tiziana Terranova \ncon una lettura di Ramona Tripodi  \nSul libro: \nL’individuo è un atomo\, una monade senza finestre\, un confine con tanto di muri e filo spinato; la singolarità è potenza – ovvero desiderio di vita – e intreccio – ovvero combinazione dei desideri secondo i corpi\, le tracce o immagini che di questi abbiamo\, le idee. L’individuo è un’emergenza\, un’isola\, lava rappresa; la singolarità è un modo di essere della materia-energia dalla quale la natura tutta costantemente sorge. Gli individui sono sempre giustapposti e in competizione\, le singolarità sono sempre in composizione o\, al contrario\, compresse\, avvelenate\, infine decomposte: i primi pretendono contratti e denaro\, sovrani e leggi; le seconde\, nel conflitto\, mostrano con esempi\, usano regole\, inventano istituzioni. Il libro\, attraverso un confronto serrato con i classici del pensiero politico e della metafisica\, ma anche con la psicoanalisi\, la filosofia del linguaggio e le scienze sociali\, ricostruisce l’alternativa che segna la modernità capitalistica e la lunga crisi del nostro tempo\, avanzando alcune proposte per prendere congedo da entrambe.
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SUMMARY:Compassione come bussola =  laboratorio creativo e giocoso
DESCRIPTION:Informazione compresiva a https://discollective.upri.se/compassione-come-bussola/ \n— \nCompassione come bussola e un laboratorio creativo e giocoso su come indossare il proprio Sé \ndi Roman Koštal e DISCOllettivo (Gregor Kamnikar) \nIl laboratorio potrà essere l’occasione per prendere maggiormente contatto con noi stessi e la nostra creatività. \n— \nDurante le sessioni artistiche prenderemo come punto di partenza il senso del tatto. Partiremo da noi stessi\, esplorando il tatto\, il tocco\, il contatto con noi stessi come iniziatore del movimento. Applicheremo poi l’esperienza del contatto pelle-pelle ad una esplorazione analoga del tipo pelle-abito. \nCome si può usare l’esperienza del toccare nelle arti performative? \nEstenderemo successivamente l’esperienza del vestito che tocca la pelle al toccare gli oggetti in uno spazio\, l’aria circostante\, le persone che ci circondano fino ad arrivarein altre ipotetiche città\, nazioni e mondi esplorando anche concetti come tempo\, composizione e conflitto. Come si può indossare il tempo per esempio? Cosa succede se prendiamo un personaggio (esempio: Ofelia dell’Amleto) come un vestito e lo indossiamo? \nQuesta esperienza di contatto la useremo poi per costruire brevi improvvisazioni\, in modo che ognuno di noi possa acquisire maggiore comprensione relativamente a come si compone e/o si esegue in qualsiasi forma scenica (recitazione\, danza\, clownerie\, ecc.). \nSessioni terapeutiche: Autocompassione attraverso il movimento del corpo e le parole \nAttraverso la meditazione guidata entreremo nella situazione di vita reale di ogni partecipante. Saremo curiosi di conoscere la situazione che ognuno dei partecipanti percepisce momentaneamente nella sua vita come stressante. Cosa pensa e sente in questa situazione stressante e come la affronta? \nAttraverso il paradigma della curiosità benevola ci concentreremo sulla relazione con noi stessi mentre affrontiamo una situazione di stress riconosciuto e la guida attraverso questo processo. \n— \nChi è DISCOllective/Gregor Kamnikar? \nClasse 1971\, ricercatore della giocosità e di “ciò che è” attraverso la danza\, coreografia\, scrittura\, la performance\, il gioco\, eventi\, esperimenti (sociali)\, installazioni\, conferenze\, workshop\, lezioni\, pubblicazioni\, azioni (clown)\, video e partiture http://discollective.upri.se/discovery Dal 2019 collabora con Elena Dragonetti con sede a Capaccio. Uno dei risultati della collaborazione è un laboratorio permanente visionabile su http://erratica.eu \nChi è Msc. Roman Koštal? Classe 1971\, nato a Lubiana\, in Slovenia. Ha conseguito la laurea e il master presso la Facoltà di Educazione di Ljubljana\, specializzandosi in pedagogia sociale. Ha sviluppato la sua esperienza professionale mentre lavorava nel servizio di consulenza scolastica\, come assistente e ricercatore nel dipartimento di pedagogia sociale\, attraverso sedici anni di lavoro nel campo delle varie forme di dipendenza e attraverso la pratica psicoterapeutica generale con individui e gruppi. Ha completato uno studio specialistico di psicoterapia integrativa (EAG-FPI)\, possiede un sloveno ed europeo in psicoterapia e ora lavora nella pratica psicoterapeutica privata. Tiene anche conferenze e workshop nel campo della salute mentale\, delle dipendenze e della psicoterapia olistica e integrativa. \n— \nOrario \nVenerdi\, 25.3. 11.00-13.00 + 14.30-16.30\nSabato\, 26.3. 11.00-13.00 + 14.30-16.30\nDomenica\, 27.3. 11.00-13.00 + 14.30-16.30 \n— \nPosto \nLa sala Refettorio a L’Ex Asilo Filangieri\, Vico Giuseppe Maffei\, 4\, 80138 – Napoli\nhttps://www.facebook.com/lasilo \n— \nEconomia  \nPer rientrare delle spese minime affinché il laboratorio si possa svolgere\, comprese le spese di permanenza degli artisti che vengono dall’estero\, è richiesto un  \ncontributo di 40€.  \nla quota proposta per il workshop di formazione e’ politica e ridotta allo scopo di favorire una larga partecipazione\, oltre a riconoscere un rimborso spese agli artisti sostiene anche la politica di autofinanziamento di spazi e mezzi all’ Asilo per gli artisti.  \nIn assenza di reale disponibilità economica e’ possibile partecipare al workshop facendo richiesta specifica\, contribuendo in forma di sostegno all’organizzazione del progetto e della vita dell’Asilo da concordare insieme. \nPer il contributo è possibile pagare in questo modo.\nPaypal: https://paypalme/gregorkamnikar\nIBAN: SI56 6100 0001 5435 666\, Swift/Bic: HDELSI22\nBeneficiario: Gregor Kamnikar\nIndirizzo: Jarska cesta 14\, 1000 Ljubljana\, Slovenia\ncon il soggetto: Nome + Cognome + Compassione come bussola \n— \nContatti \nReferente progetto: Danilo Blaquier danbla@hotmail.it +393279418647 (whatsapp) \nUno dei leader del laboratorio: Gregor Kamnikar principlay@upri.se\, +38640226981 (Whatsapp\, Telegram\, Viber\, Signal …)
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SUMMARY:Il medico e lo stregone\, di Mario Monicelli - per il ciclo Zodiac Club
DESCRIPTION:Un paese della provincia di avellino\, anni ’50\, le operazioni magiche di un santone/guaritore\, che specula sull’ignoranza cittadina\, vengono messe in discussione da un nuovo arrivato\, un medico\, il quale cerca con ogni mezzo di ‘convertire’ i cittadini alla scienza.\nUn incontro tragicomico nel meridione italiano che crede ancora al  malocchio: è possibile scardinare le credenze mistiche in nome di una scienza al servizio del bene comune?\nIl male dell’ignoranza e il bene della conoscenza\, con complesse articolazioni e mai separatamente l’uno dall’altro\, abitano ognuno di noi. \nUno dei capolavori di Mario Monicelli e della commedia all’italiana.
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SUMMARY:Cineforum Le Gramigne: infestare il vuoto sociale per far germogliare una comunità educante.
DESCRIPTION:Per il quarto appuntamento del Cineforum le Gramigne\, proietteremo il film “L’intrusa”\, del regista Leonardo Di Costanzo. \nAmbientato nella periferia di Napoli\, le vicende narrate dalla pellicola si incentrano sul centro ricreativo ” la masseria”\, nel quale grazie all’attività della fondatrice Giovanna e di alcune volontarie e volontari\, i bambini hanno a disposizione uno spazio per giocare e partecipare ad attività creative insieme agli educatori. Uno spazio franco dunque\, dove le vicende di disagio\, malavità\, povertà che affliggono il quartire sembrano rimanere\, anche solo per quelle poche ore pomeridiane\, estrane.\nLa quiete della piccola comunità sarà turbata dall’arrivo di Maria\, moglie di un boss della camorra insieme con la figlia Rita ed il figlio più piccolo della coppia \, che in seguito ad alcune vicende soggiorneranno all’interno della struttura.\n Il film dunque si concentra sull’impatto di questo evento all’interno della comunità\, o meglio\, delle due distinte comunità : quella dei genitori\, caratterizzata da diffidenza\, rabbia\, chiusura\, che vedono Maria come un’intrusa\, e quella dei bambini\, predisposta invece all’inclusione di Rita\, supportata dall’operato di Giovanna e degli altri educatori. \n“L’intrusa” rispecchia alla perfezione lo spirito del Cineforum Le Gramigne\, permettendoci di riflettere\, questa volta\, su un contesto educativo a noi prossimo\, quello della nostra città\, quello in cui noi come associazione vorremmo operare e dare il nostro contributo. Si tratta di un contesto nel quale il mondo delle associazioni \,dei volontari\, delle persone del quartiere auto-organizzate\, spesso si sostituisce alle istituzioni del tutto carenti per risorse e capacità\, costruendo spazi sociali ed educativi\, presidio di legalità e contro la dispersione scolastica\, lottando per dare al quartiere un futuro migliore. \nAll’evento parteciperà il regista Leonardo Di Costanzo\, da sempre impegnato nel racconto delle contraddizioni\, delle problematiche irrisolte\, della dialettica complessa che attraversa la nostra società.\nLo fa attraverso documentari quali “A Scuola” (2003) e “Cadenza D’inganno 2011) e lungometraggi quali “L’intervallo” (2012)( premiato nel 2012 con il Nastro d’argento per il miglior regista esordiente) nei quali lo sguardo del regista esamina diversi aspetti inerenti all’infanzia e all’adolescenza  vissuta in quartieri popolari di Napoli; inoltre di recente(2021) ha prodotto il film ” Ariaferma” \, con Toni Servillo e Silvio Orlando in cui \, invece si concentra su un’altra tematica sociale fondamentale\, quella delle carceri\, e del rapporto tra detenuti e secondini. \nL’evento si terrà Mercoledì 23 Marzo\, alle ore 19:30 \, sta volta presso L’Asilo; l’ingresso è libero.
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SUMMARY:Presentazione "Handala. Un bambino in Palestina" di Naji al-Ali
DESCRIPTION:? ?? ???? ????’???????? ?? ???? ??-???\, ?? ???̀ ?????? ??????????? ?????\, ?? ?????????-????????????? ???????? ???? ??????? ??????????? ? ?? ????? “???????. ?? ??????? ?? ?????????” ?? ???????&??????? ???????. \n???? ??-??? è stato ucciso a Londra nel 1987 per la sua opera artistica e politica.\nLa ???????&??????? ??????? celebra Naji Ali pubblicando “??????? – ?? ??????? ?? ?????????”\, raccolta di più di 100 vignette dell’artista e attivista arabo che con il suo inchiostro ha saputo raccontare l’orrore\, la resistenza e la sofferenza del popolo palestinese.\n??????? è un bambino sempre di spalle con le mani incrociate dietro la schiena\, che racchiude in sé tutta la potenza e la sofferenza del suo popolo. Un bambino che è diventato la sua firma.\nNessuno conosce il volto di Handala perché\, come affermato dallo stesso Naji-Ali\, il suo viso sarà “???????? ???? ?????? ? ????????? ??????????? ?????????? ?? ??????”. \nLa ???????&??????? ???????\, in collaborazione con lo ????????? ???????? e il ?????? ????????? ??????? ???\, danno vita a un ????????? ?????????? ???????? ? ???? ??-??? ? ???? ??????? ???????????. \nCi vediamo\n?????????̀ ?? ?????\, ??? ??\n???? ????????? ????????\n?????? ?????????? ??\, ??????\nRelatore:\n???? ??????? (?????? ????????? ??????? ???)\nInterverranno:\n▪ ??????? ???????? ?? ????? (???????&??????? ???????)\n▪ ????????? ????? ????????? ???????? \n#????????? #???????? #?????????? #????????
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SUMMARY:Presentazione "Handala. Un bambino in Palestina" di Naji al-Ali
DESCRIPTION:Prima presentazione de “Le piogge”\, la silloge di Annalisa Davide\, presso lo “Scugnizzo liberato”.Intervengono: Achille Pignatelli ed Eugenio Lucrezi. Modera Aldo Putignano.Letture a cura dell’autrice.
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SUMMARY:Seminare beni comuni.  Usi civici e collettivi\, ambiente\, diritto alla città
DESCRIPTION:Nell’ultimo decennio a Napoli il tema del diritto alla città si è fatto spazio nel dibattito pubblico e nella prassi sociale e amministrativa attraverso il riconoscimento dei beni comuni e dei connessi diritto d’uso\, come forme di esercizio dei diritti fondamentali. Si sono create le condizioni perché emergessero spazi inediti per ripensare le forme di relazione e di cura della dimensione interumana e dei contesti ambientali e urbani entro cui queste esperienze sono lentamente maturate. Una sperimentazione che ha aperto possibilità e tante domande che con questo incontro si vogliono indagare\, in un dialogo di competenze tra la ricerca accademica\, l’Amministrazione e i saperi delle esperienze politiche e sociali del territorio. Dal tema dell’impatto sociale che queste realtà esprimono\, alle modalità per rendere possibile forme di apprendimento istituzionale\, dalle forme di regolamentazione di fenomeni complessi\, allo spinoso tema di rendere sostenibili anche economicamente queste esperienze.     \nModera Nicola Capone -Rete napoletana dei beni comuni\nIntervengono: \nTerra Nostra – Rete napoletana dei beni comuni\nMonachelle – Rete napoletana dei beni comuni\nMaria Patrizia Vittoria – Osservatorio Permanente sui Beni Comuni\nEzio Micelli – Università IUAV di Venezia\nElena Ostanel – Università IUAV di Venezia\nEnrico Formato – DiARC – Università Federico II di Napoli\nLaura Lieto – DiARC – Università Federico II di Napoli / Assessora all’Urbanistica del Comune di Napoli \nOrganizzano:\nRete napoletana dei beni comuni\nTerra Nostra \nCon il patrocinio di:\nOsservatorio permanente sui beni comuni della città di Napoli\nComune di Napoli\nSi potràassistere al Seminario in modalità Online (da telefono o pc\, scaricando l’app JITSI) al seguente link: \nhttps://meet.jit.si/SeminareBeniComuni
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SUMMARY:Rassegna Teatrale: Enjambement - Teatro senza virgole
DESCRIPTION:Aps Kalamos presentaEnjambement – Teatro senza virgolela prima mini Rassegna Teatrale 2022 del Teatro “E. De Filippo” dello Scugnizzo Liberato.Perché Enjambement? L’enjambement è una figura retorica che consiste nella rottura della coesione metrico-sintattica di un verso il cui senso però non si conclude ma si prolunga nel verso successivo. Ecco perché abbiamo riunito queste tre opere in questa rassegna sotto il nome di Enjambement\, tre drammaturgie apparentemente scollegate quasi come dei versi singoli messi lì\, ma legate da un fil rouge quasi invisibile ma profondamente vivo in noi: cosa accade nell’animo umano quando ci si trova di fronte alla Morte? Cosa accade nel Teatro quando la persona si confonde al personaggio in un connubio di Morte e rinascita? Cosa accade quando si oltrepassa il confine?SABATO 19 MARZOore 20\,30– La Falce e il Badile di M. SpedicatoCon Michele Montironi\, Stefano Poeta ed Edoardo Raiola – regia di Mattia Spedicato– Il Canto del Cigno di A. CechovCon Francesco Gafforio e Antonio Gentile- Regia di Francesco GafforioDOMENICA 20 MARZOore 19\,30– Walzer di C. CarpentieriCon Federica Turco\, Crispino Truglio\, Eduardo D’Orsi\, Biagio Natale\, Giada Laporta\, Francesco Gafforio\, Claudia della Corte e Carlotta Carpentieri – Regia di Carlotta CarpentieriPer info e prenotazioniFb : @ApskalamosIg: @apskalamosGiada : 3392277650Marianna: 3316358125Francesco: 3331536735C’è la possibilità di acquistare un mini abbonamento per la visione dell’intera rassegna.Brevi sinossi delle tre opereLa Falce e il BadileIn un paese in cui non muore più nessuno\, i due becchini Zeno e Tano soffrono la fame e il freddo. Un giorno alla loro porta bussa la Morte in persona: è depressa\, non ha più voglia di lavorare e cerca un alloggio. Così i due le daranno asilo e\, nel disperato tentativo di tirarle su il morale e farla tornare al lavoro\, dovranno imparare a convivere con lei.Il Canto del Cigno“Il canto del cigno” è uno studio drammatico in un atto scritto da Anton Čechov nel 1887\, quando l’autore russo aveva 26 anni. Una notte Svetlovidov\, un vecchio attore sessantottenne\, si sveglia nei camerini di un teatro deserto\, dopo essersi ubriacato e in seguito addormentato dopo uno spettacolo. Svetlovidov guarda nella “fossa nera” della platea buia per la prima volta e realizza di essere ormai vecchio e prossimo alla morte; l’ingresso inaspettato del suggeritore Nikita\, che per indigenza dorme abitualmente nei camerini\, porta il vecchio attore ad una confessione aperta della sua miseria esistenziale e successivamente ad accarezzare la sua paura con lo sfoggio di vecchi cavalli di battaglia grazie ai quali si rende conto che “dove c’è talento non esiste la vecchiaia”.Il valore dell’arte nei confronti della morte\, la bellezza contro l’oblio e l’angoscia che provoca\, la debolezza di un corpo fragile e di un’anima malata che non può più tornare indietro: l’ultimo canto di un cigno che si è accorto troppo tardi di non aver mai volato davvero.WalzerSe il mondo è un palcoscenico\, siamo tutti pessimi attori. ma cosa significa essere lì\, su quel legno a raccontare l’ultima delle storie\, e sentirsi partecipi di una vita irreale?É una domanda senza tempo\, una prospettiva inquietante che si interroga sull’attrazione\, sul bisogno\, sulla rappresentazione di sé.Il teatro è un dialogo. ma con chi? con l’altro\, con un pubblico o con se stessi?e dove conduce? come in un giro di walzer\, senza mai guardarsi\, si torna sempre da dove si è partiti. O forse no. Un due tre… un due tre…
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DESCRIPTION:Aps Kalamos presenta\nEnjambement – Teatro senza virgole\nla prima mini Rassegna Teatrale 2022 del Teatro “E. De Filippo” dello Scugnizzo Liberato. \nPerché Enjambement? L’enjambement è una figura retorica che consiste nella rottura della coesione metrico-sintattica di un verso il cui senso però non si conclude ma si prolunga nel verso successivo. Ecco perché abbiamo riunito queste tre opere in questa rassegna sotto il nome di Enjambement\, tre drammaturgie apparentemente scollegate quasi come dei versi singoli messi lì\, ma legate da un fil rouge quasi invisibile ma profondamente vivo in noi: cosa accade nell’animo umano quando ci si trova di fronte alla Morte? Cosa accade nel Teatro quando la persona si confonde al personaggio in un connubio di Morte e rinascita? Cosa accade quando si oltrepassa il confine? \nSABATO 19  MARZO\nore 20\,30\n– La Falce e il Badile di M. Spedicato\nCon Michele Montironi\, Stefano Poeta ed Edoardo Raiola – regia di Mattia Spedicato\n– Il Canto del Cigno di A. Cechov\nCon Francesco Gafforio e Antonio Gentile- Regia di Francesco Gafforio \nDOMENICA 20 MARZO\nore 19\,30\n– Walzer di C. Carpentieri\nCon Federica Turco\, Crispino Truglio\, Eduardo D’Orsi\, Biagio Natale\, Giada Laporta\, Francesco Gafforio\, Claudia della Corte e Carlotta Carpentieri – Regia di Carlotta Carpentieri \nPer info e prenotazioni\nFb : @Apskalamos\nIg: @apskalamos \nGiada : 3392277650\nMarianna: 3316358125\nFrancesco: 3331536735 \nC’è la possibilità di acquistare un mini abbonamento per la visione dell’intera rassegna. \nBrevi sinossi delle tre opere \nLa Falce e il Badile\nIn un paese in cui non muore più nessuno\, i due becchini Zeno e Tano soffrono la fame e il freddo. Un giorno alla loro porta bussa la Morte in persona: è depressa\, non ha più voglia di lavorare e cerca un alloggio. Così i due le daranno asilo e\, nel disperato tentativo di tirarle su il morale e farla tornare al lavoro\, dovranno imparare a convivere con lei. \nIl Canto del Cigno \n“Il canto del cigno” è uno studio drammatico in un atto scritto da Anton Čechov nel 1887\, quando l’autore russo aveva 26 anni. Una notte Svetlovidov\, un vecchio attore sessantottenne\, si sveglia nei camerini di un teatro deserto\, dopo essersi ubriacato e in seguito addormentato dopo uno spettacolo. Svetlovidov guarda nella “fossa nera” della platea buia per la prima volta e realizza di essere ormai vecchio e prossimo alla morte; l’ingresso inaspettato del suggeritore Nikita\, che per indigenza dorme abitualmente nei camerini\, porta il vecchio attore ad una confessione aperta della sua miseria esistenziale e successivamente ad accarezzare la sua paura con lo sfoggio di vecchi cavalli di battaglia grazie ai quali si rende conto che “dove c’è talento non esiste la vecchiaia”.\nIl valore dell’arte nei confronti della morte\, la bellezza contro l’oblio e l’angoscia che provoca\, la debolezza di un corpo fragile e di un’anima malata che non può più tornare indietro: l’ultimo canto di un cigno che si è accorto troppo tardi di non aver mai volato davvero. \nWalzer \nSe il mondo è un palcoscenico\, siamo tutti pessimi attori. ma cosa significa essere lì\, su quel legno a raccontare l’ultima delle storie\, e sentirsi partecipi di una vita irreale?\nÉ una domanda senza tempo\, una prospettiva inquietante che si interroga sull’attrazione\, sul bisogno\, sulla rappresentazione di sé.\nIl teatro è un dialogo. ma con chi? con l’altro\, con un pubblico o con se stessi?\ne dove conduce? come in un giro di walzer\, senza mai guardarsi\, si torna sempre da dove si è partiti. O forse no. Un due tre… un due tre…
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SUMMARY:Workshop di gioco ricreativo per adulti
DESCRIPTION:Il laboratorio gratuito è aperto a tutte le età (dai 10 anni)\, a chiunque abbia voglia di giocare in uno spazio protetto\, col l’altro\, in gruppo\, senza finalmente prendersi sul serio.  \nSi raccomandano abiti comodi e calzettoni antiscivolo. \nLa leggerezza sarà il colore predominante. Il Gioco\, inteso come piacere di inventare e di trasformare\, come capacità di sorprendersi e di emozionarsi il suo filo conduttore.                                                   “ Occorre una vita per diventare bambini”. Picasso \n————————————————————— \nSerenella Converti\, autrice\, regista\, performer\, coach\, psicologa. Diplomata alla Scuola Internazionale di Clown di Roma (formazione Lecoq)\, Master “Du tragique au comique” presso la scuola Jacques Lecoq di Parigi. Segue la pedagogia di Jacques Lecoq\, Vladimir Olshansky\, Jos Houben\, André Casaca\, Jean Meningue e Pierre Byland. Lavora in Francia dal 1985 al 1992 con le compagnie: Royal De Luxe\, Katertone Ets\, Circo Archaos\, Monique Tendence. Regista e attrice di spettacoli comici in tourné in Europa. In Italia\, Francia e Svizzera lavora nel cinema tra la produzione e la regia. Dal 2000 collabora con Henri Gallot Lavallée e i Plonk & Replonk su eventi e performances di impatto urbano. Dal 2008 lavora come psicologa\, operatrice di laboratorio. presso associazioni varie sul disagio psico-fisico di tipo relazionale e comportamentale con bambini\, adolescenti\, adulti. Conduce laboratori di “Teatro e Movimento\, alla ricerca dell’ironia” per adulti\, adolescenti\, bambini e aziende in Italia e all’estero su moduli differenziati. Dal 2015 autrice e interprete del personaggio comico La signorina Tina. Serenella ha sviluppato un metodo personale di insegnamento e ricerca attraverso il gioco\, il modo più efficace per apprendere\, dove i difetti personali diventano  elementi preziosi da rappresentare e condividere con autoironia.
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SUMMARY:Va' e vedi\, di Elen Klimov
DESCRIPTION:In giorni di morti e di bombe e di politiche brutali\, ma anche di tragico oscurantismo\, di ragionamenti schematici e semplificatori\,  proviamo a proporre\, grazie alla rappresentazione cinematografica\, una lettura ulteriore di cosa significhi il termine guerra. Da qui l’urgenza – contingente\, esistenziale\, drammatica – del dittico in rassegna il 17 e il 18 marzo. \n“La debolezza è forza\, e la forza è niente” (Stalker) \nFljora è un appena adolescente che\, in Bielorussia\, si unisce alle truppe partigiane sul fronte orientale. Siamo nel 1943 e accade di tutto: deportazioni\, stupri\, uccisioni sommarie. Il ragazzo conoscerà l’orrore.  \nVa’ e vedi\, di Elen Klimov \n1985\, URSS \nCOL\, v.o. sott.ita. \n145 min
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SUMMARY:Pratiche di residenza e di partecipazione. Incontro con Mario Biagini e Cristina Fiordimela
DESCRIPTION:Pratiche di residenza e di partecipazione. \nUn incontro con Mario Biagini e Cristina Fiordimela\, animato da Andrea de Goyzueta\, con la partecipazione di Freddy Paul Grunert.  \nPartendo dalla presentazione del volume NowHere Residenze\nattive\, ci proponiamo di creare un momento di riflessione pubblica sulle possibilità di pratiche alternative di residenza e cooperazione in campo artistico e nello sviluppo della cittadinanza attiva. \nVerranno  proiettati frammenti video sul lavoro partecipativo dedicato a gruppi sociali e individui solitamente estranei al mondo del teatro ufficiale\, e sulla creazione di comunità transitorie in varie\nparti del mondo\, come laboratori di immaginazione per il futuro. \nDurante l’incontro verrà presentato il libro NowHere\, residenze attive: un’opera collettiva a cura di\nCristina Fiordimela\, Vittoria Pasca Raimondi e Tommaso Urselli (Sensibili alle foglie\, 2021)\, che racconta la residenza artistica dell’Open Program del Workcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richards a Macao\, nuovo centro per le arti\, la cultura e la ricerca a Milano\, sostenuta da una campagna di crowdfunding e da un intreccio tra pratica artistica e politica che rifiuta la logica dello scambio basata sul do ut des\, alimentando attraverso la residenza la produzione di conoscenza\, strumenti\, spazi\, oltre alla valorizzazione del lavoro e della cultura. In controluce\, i poemi di Allen Ginsberg attraggono gli sconfinamenti nella Beat Generation\, aprendo la ricerca e la pratica alla\ncomplessità. \nMario Biagini\, dopo 35 anni trascorsi al Workcenter di Jerzy Grotowski and Thomas Richards\, all’interno del quale ha diretto l’Open Program\, ha intrapreso una nuova strada fondando assieme\nad altri l’Accademia dell’Incompiuto. \nCristina Fiordimela\, architetta\, esperta museografa per la Commissione europea e per l’ICOM- International Council of Museums\, scrive come ricercatrice indipendente sulle trasformazioni dell’architettura verso nuove forme di urbanesimo. \nFreddy Paul Grunert\, filosofo e curatore di ‘moremedia’\, è in procinto di pubblicare HumAI (HUman Behavior and MAchine INTelligence in the Digital Transformation) per il Centre for Advanced Studies della Commissione europea. \nl’Asilo\, vico Giuseppe Maffei – Napoli. Ingresso libero.\nPer informazioni: info@exasilofilangieri.it.  \nCome arrivare all’Asilo:\n– A piedi Vico Giuseppe Maffei è raggiungibile sia da via San Biagio dei Librai che da via dei Tribunali\,\nsvoltando in via San Gregorio Armeno oppure in vico San Nicola a Nilo.\n– Metro Linea 1 fermata di Piazza Dante: in 10 minuti\, percorrendo via Port’Alba ed attraversando\npiazza Miraglia fino all’inizio di via dei Tribunali. Da lì procedere come sopra.\n– Metro Linea 2 fermata di piazza Cavour: in 12 minuti\, attraversando via Duomo fino a via dei\nTribunali. Da lì proseguire fino all’incrocio con via San Gregorio Armeno.
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SUMMARY:L'infanzia di Ivan\, di Andrej Tarkovskij
DESCRIPTION:In giorni di morti e di bombe e di politiche brutali\, ma anche di tragico oscurantismo\, di ragionamenti schematici e semplificatori\,  proviamo a proporre\, grazie alla rappresentazione cinematografica\, una lettura ulteriore di cosa significhi il termine guerra. Da qui l’urgenza – contingente\, esistenziale\, drammatica – del dittico in rassegna il 17 e il 18 marzo. \n“La debolezza è forza\, e la forza è niente” (Stalker) \nL’infanzia di Ivan è il primo lungometraggio di Tarkovskij\, il più importante regista russo del secondo novecento. I suoi capolavori ( tra gli altri Andrej Rublev\, Lo specchio\, Stalker\, Solaris\, Nostalghia) ci regalano una poesia senza tempo sotto ogni aspetto\, opere in naturale opposizione tanto al cinema commerciale e frivolo (l’amusement dell’industria culturale) di matrice occidentale\, tanto agli schematismi ottusi del realismo socialista\, unica possibile “via ” percorribile in Unione Sovietica da Stalin in poi. Il film non piacque in patria perché poetico e non patriottico\, pur rappresentando la controffensiva dell’armata rossa sui nazisti; fu difeso in Europa da Moravia e Sartre\, anche se Tarkovskij comprese soltanto della prima difesa\, reputando quella del francese intellettualistica. Nonostante sia un film di guerra e sulla guerra\, vi è forse uno dei baci più belli della storia del cinema. \nL’infanzia di Ivan\, di Andrej Tarkovskij \n1962\, URSS\,  \nB/N\, v.o. sott.ita \n95 minuti \n***\nAll’Asilo i concerti\, gli spettacoli\, le proiezioni\, gli incontri sono ad ingresso libero. È gradito un contributo a piacere che serve ad abbattere le spese minime e a dotare gli spazi dei mezzi di produzione necessari alle lavoratrici e ai lavoratori dello spettacolo\, dell’arte e della cultura per portare avanti la sperimentazione politica\, giuridica e culturale avviata all’Asilo
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SUMMARY:Cineforum Le Gramigne: infestare il vuoto sociale per far germogliare una comunità educante
DESCRIPTION:Al prossimo appuntamento del Cineforum Le Gramigne vi presentiamo il docufilm “The Milky Way” prodotto dal regista indipendente Luigi D’Alife con il sostegno di oltre 450 co-produttori.Al centro della narrazione\, “La Via Lattea”\, un comprensorio sciistico posto sul confine tra Clavière (IT) e Monginevro (FR). Se di giorno le piste sono attraversate da sciatori in vacanza\, sportivi e turisti\, di notte diventano invece luogo di attraversamenti pericolosi\, messi in atto da migranti nel disperato tentativo di proseguire il loro viaggio verso la Francia. Freddo\, violenza\, buio\, sono solo alcuni degli ostacoli a cui fanno fronte\, mettendo quotidianamente a repentaglio le loro vite. Allo stesso tempo\, le pratiche di umanità\, solidarietà e resistenza\, portate avanti con determinazione da attivisti e abitanti delle montagne muovono dalla convinzione che nessuno si salva da solo\, che nessuno possa essere lasciato indietro tanto in mare quanto in montagna\, e che i confini\, in buona sostanza\, siano da rimuovere.La scelta di questo film si inserisce nel solco già tracciato dai film precedenti\, ovvero quello di riflettere insieme\, come comunità (auto)educante\, sulle sfide difficilissime che caratterizzano l’epoca storica in cui ci muoviamo e sull’importanza cruciale di rievocare il nostro passato migratorio per comprendere ed abbracciare quello che accade oggi\, a causa di confini artificialmente imposti\, ma sempre più concretamente violenti. Farlo come collettività ci consente di condividere saperi\, idee e strumenti\, che siano sociali\, culturali e psicologici\, in uno spazio di aggregazione libero\, auto-gestito e scevro da rigidità istituzionali.Per questa ed altre ragioni\, vi aspettiamo mercoledì 16 marzo alle ore 19:30 per la proiezione di “The Milky Way” nel teatro Eduardo de Filippo dello Scugnizzo Liberato. Seguirà un dibattito con il regista Luigi d’Alife\, che avremo l’onore e il piacere di ospitare nello spazio.L’ingresso all’evento è a contributo libero. L’intero ricavato sarà infatti destinato alla copertura delle spese di produzione del film.Venite numerosə!!
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SUMMARY:Cineforum Le Gramigne: infestare il vuoto sociale per far germogliare una comunità educante.
DESCRIPTION:Al prossimo appuntamento del Cineforum Le Gramigne vi presentiamo il docufilm “The Milky Way” prodotto dal regista indipendente Luigi D’Alife con il sostegno di oltre 450 co-produttori.\nAl centro della narrazione\, “La Via Lattea”\, un comprensorio sciistico posto sul confine tra Clavière (IT) e Monginevro (FR). Se di giorno le piste sono attraversate da sciatori in vacanza\, sportivi e turisti\, di notte diventano invece luogo di attraversamenti pericolosi\, messi in atto da migranti nel disperato tentativo di proseguire il loro viaggio verso la Francia. Freddo\, violenza\, buio\, sono solo alcuni degli ostacoli a cui fanno fronte\, mettendo quotidianamente a repentaglio le loro vite. Allo stesso tempo\, le pratiche di umanità\, solidarietà e resistenza\, portate avanti con determinazione da attivisti e abitanti delle montagne muovono dalla convinzione che nessuno si salva da solo\, che nessuno possa essere lasciato indietro tanto in mare quanto in montagna\, e che i confini\, in buona sostanza\, siano da rimuovere.\nLa scelta di questo film si inserisce nel solco già tracciato dai film precedenti\, ovvero quello di riflettere insieme\, come comunità (auto)educante\, sulle sfide difficilissime che caratterizzano l’epoca storica in cui ci muoviamo e sull’importanza cruciale di rievocare il nostro passato migratorio per comprendere ed abbracciare quello che accade oggi\, a causa di confini artificialmente imposti\, ma sempre più concretamente violenti. Farlo come collettività ci consente di condividere saperi\, idee e strumenti\, che siano sociali\, culturali e psicologici\, in uno spazio di aggregazione libero\, auto-gestito e scevro da rigidità istituzionali.\nPer questa ed altre ragioni\, vi aspettiamo mercoledì 16 marzo alle ore 19:30 per la proiezione di “The Milky Way” nel teatro Eduardo de Filippo dello Scugnizzo Liberato. Seguirà un dibattito con il regista Luigi d’Alife\, che avremo l’onore e il piacere di ospitare nello spazio.\nL’ingresso all’evento è a contributo libero. L’intero ricavato sarà infatti destinato alla copertura delle spese di produzione del film.\nVenite numerosə!!
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SUMMARY:Pasolini\, Napoli\, i giovani\, e la felicità pubblica come bene comune
DESCRIPTION:Incontro seminariale su Pier Paolo Pasolini – Napoli\, i giovani e la felicità pubblica come bene comune”.  \n“Il seminario parte dalla forte connessione che\, com’è noto\, legava l’ultimissimo Pasolini ai napoletani\, per i quale nutriva una simpatia ideologica e nei quali ravvisava una forma di resistenza al neofascismo della società dei consumi con la sua ideologia edonistica del benessere. Questo giorno di studi prova a riannodare i fili perduti di questa connessione tranciata\, muovendo dalla tesi che esistesse un tracciato sotterraneo di affinità e reciproco sentire che legava Pasolini a Totò\, a Eduardo\, a Scola\, a Troisi\, a De Simone fino a Fofi. Attraverso il setaccio di stralci\, contenuti audio e video raccolti di tutto il corpus pasoliniano\, ma focalizzandosi sui legami con Napoli\, si proverà a rinsaldare questo arazzo stracciato\, per stabilire quanto ancora vi sia di vivo e vitale in Pasolini e nella napoletanità che lui intravedeva in quei giovani condannati all’infelicità. L’altra stella polare del seminario\, infatti\, è il rapporto dei giovani (in particolare i Gennarielli di oggi\, di ieri e di domani) con la felicità. Pasolini è stato fra i primi a interrogarsi sull’influenza dell’economia di mercato sulla felicità e a distinguere fra felicità eudaimonica ed edonistica\, preconizzandone l’importanza nei tempi a venire e come da questa dipendesse la sopravvivenza di un modo di vivere il mondo\, e la cultura\, impegnato e comunitario”.
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SUMMARY:NaDir Gravità Zero: Barbato - LePuc+Ormanni & il Quartet - Lena A. - Puparuolo & la Casta
DESCRIPTION:NADIR \ GRAVITÀ ZERO 2022Vol. II12/03/2022BarbatoLePuc + Roberto Ormanni & il QuartetLena A.Puparuolo & la CastaDOVE: Scugnizzo Liberato\, Salita Pontecorvo\, 46START: H 22CONTRIBUTO: €4 che saranno divisi equamente fra i gruppiNaDir: Gravità Zero è una rassegna di musica indipendente napoletana\, organizzata dal NaDir Collective allo Scugnizzo Liberato.Quattordici gruppi\, divisi in quattro serate\, si alterneranno sul palco del Teatro De Filippo\, in quelle condizioni di qualità tecnica che troppo spesso sono negate ai musicisti.NaDir crede che l’arte debba essere accessibile a tuttə\, ma anche che gli artisti\, lavoratori e lavoratrici dell’arte\, abbiano diritto ad essere retribuiti per il loro lavoro; per questo il contributo chiesto alla porta sarà diviso equamente diviso fra i gruppi.Spazio alla musica
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DESCRIPTION:NADIR  GRAVITÀ ZERO 2022\nVol. II \n12/03/2022 \nBarbato\nLePuc + Roberto Ormanni & il Quartet\nLena A.\nPuparuolo & la Casta \nDOVE: Scugnizzo Liberato\, Salita Pontecorvo\, 46\nSTART: H 22\nCONTRIBUTO: €4 che saranno divisi equamente fra i gruppi \nNaDir: Gravità Zero è una rassegna di musica indipendente napoletana\, organizzata dal NaDir Collective allo Scugnizzo Liberato.\nQuattordici gruppi\, divisi in quattro serate\, si alterneranno sul palco del Teatro De Filippo\, in quelle condizioni di qualità tecnica che troppo spesso sono negate ai musicisti.\nNaDir crede che l’arte debba essere accessibile a tuttə\, ma anche che gli artisti\, lavoratori e lavoratrici dell’arte\, abbiano diritto ad essere retribuiti per il loro lavoro; per questo il contributo chiesto alla porta sarà diviso equamente diviso fra i gruppi. \nSpazio alla musica
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SUMMARY:TimeAut @ Lido Pola 12.3.22
DESCRIPTION:Ripartono le attività al Lido Pola dopo il grande Carnevale Sociale di Napoli con una giornata dedicata alla socialità. Dalle 10:30 in terrazza ci rimbocchiamo le maniche per interventi di manutenzione ordinaria ai fini della ripresa in sicurezza delle attività per concludere con una grande braciata fino al tramonto!
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SUMMARY:Dal campo analitico al campo archetipico. Presentazione
DESCRIPTION:Presentazione del libro “Dal campo analitico al campo archetipico\,\nDialoghi e trasformazioni nei luoghi della ricerca e della cura” a cura di Massimiliano Scarpelli e Ferdinando Testa.\nSabato 12 marzo\, ore 9:30\nl’Asilo \nSaluti:\nMarina Gallozzi\, Responsabile sede AIPA Napoli \nIntroducono: Valeria Riccio e Silvana Lucariello\, AIPA Napoli\nDialogheranno con i curatori e gli autori:\nLuigi Rinaldi\, Analista con funzioni di training SPI Napoli\nFulvia D’Aloisio\, Docente di Antropologia presso l’Università della Campania L.. Vanvitelli\nMelania Ametrano\, Analista Aipa Napoli\nAndrea de Goyzueta\, Attore Napoli \nSaranno presenti i curatori e gli autori \nLa metafora del campo emerge nell’ambito della riflessione intorno alla fenomenologia della Cura analitica\,\ne la sua valenza euristica concorre a evidenziare la dinamica intersoggettiva e relazionale del processo terapeutico. Tale prospettiva introduce una visione del percorso di Cura come luogo psichico in cui si dà vita\na una forma di esperienza interattiva\, conscia e inconscia\, che trascende le singole individualità. Le riflessioni proposte nel volume intendono ribadire la necessità di considerare la terapia dei singoli\, dei gruppi\,\ndei grandi gruppi\, come luoghi che promuovono espressioni simboliche e processuali\, emergenti dal fluire\ndelle comunicazioni psichiche. Su questo sfondo\, si delinea il senso dell’opera che si propone\, tra l’altro\, di\n“tenere insieme” studiosi di diversa provenienza; le riflessioni partono dalla metafora del campo analitico e\ngiungono in alcuni casi a porla in relazione alle formulazioni riguardanti il campo archetipico e l’inconscio\ncollettivo.
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SUMMARY:Geografie del suono #66 Mike Cooper l OEOAS
DESCRIPTION:Dopo il concerto OEOAS “Neapolis Sounding” ideato e diretto da Alvin Curran nell’ambito della rassegna Geografie del Suono\, durante in quale più di cento musicisti provenienti da tutt’Italia hanno suonato insieme\, e le sessioni di registrazione nel 2019 che hanno portato alla realizzazione del primo disco di OEOAS\, Alicia\,  quest’anno l’Asilo torna ad ospitare l’orchestra di improvvisazione OEOAS\, questa volta diretta da Mike Cooper\, nell’ambito dei festeggiamenti per i dieci anni dell’Asilo. I festeggiamenti dureranno per l’intera primavera con una programmazione di eventi che spaziano tra presentazioni di libri\, seminari\, concerti\, spettacoli\, laboratori.    \nPer il concerto di venerdi 11 marzo Mike Cooper dirigerà l’orchestra in una formazione di circa 35 elementi. \nper maggiore informazioni si trova tutto su \nGeografie del suono #66 //Mike Cooper / OEOAS
URL:https://commonsnapoli.org/event/geografie-del-suono-66-mike-cooper-l-oeoas/
LOCATION:l’Asilo\, vico Giuseppe Maffei 4\, Naples\, 80138\, IT
CATEGORIES:Ex Asilo Filangieri
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SUMMARY:LABORATORIO DI LETTURA - VI incontro
DESCRIPTION:“Il racconto dell’ancella” di Margaret Atwood\nLeggeremo pagine scelte del testo\, che possono aiutare a fare un viaggio di sensazioni tra ciò che nel presente ci sta sconvolgendo e quello che nel mondo si sta scombinando…\nUna sensazione di vuoto sembra avvolgerci\, la natura si sta trasformando\, l’abitare il mondo con i nostri corpi appare travolto.\nMargaret Atwood ha iniziato a scrivere il romanzo nella primavera del 1984.\nAlla fine del ventesimo secolo le superpotenze mondiali sono stremate e la Terra è devastata\ndall’inquinamento radioattivo e chimico. Nel Nord America\, a seguito di un golpe\, si insedia un regime totalitario teocratico di ispirazione biblica vetero-testamentaria: la Repubblica di\nGalaad” che\, sin da subito\, rende le donne asservite all’uomo per scopi riproduttivi\, dichiara illegali le altre confessioni religiose\, i matrimoni al di fuori della Chiesa di Stato e la lettura\,\ntranne che da parte di uomini e membri della gerarchia galaadiana.\nI riottosi vengono eliminati o esiliati nelle colonie ove vengono impiegati nel trattamento e\nsmaltimento dei rifiuti tossici che hanno contaminato il pianeta. Le donne non fertili o troppo\nanziane per essere ancora utili nei lavori più umili sono dichiarate “Nondonne” ed eliminate.\nGuerre civili continuano tra le varie confessioni religiose e la Repubblica di Galaad mantiene il\ncontrollo della popolazione e delle donne con il terrore. Da un giorno all’altro le donne sono\nstate private di ogni bene\, ogni diritto e ogni libertà.\nIl vertice della piramide sociale di Galaad è rappresentato dai Comandanti\, gerarchi della\nRepubblica e depositari del potere. Essi si dotano di Ancelle\, donne fertili in stato di completo\nasservimento\, schiavizzate al solo scopo di procreare. Oltre alle ancelle\, ai Comandanti dei\nFedeli\, e alle Nondonne\, vi sono altre categorie sociali: le Marte\, ovvero le serve\, gli Occhi\,\nmembri dei servizi segreti\, i Custodi ossia l’equivalente maschile delle Marte a cui i rapporti\ncon le donne sono vietati\, gli Angeli\, ossia i militari\, le Mogli dei Comandanti e degli Angeli\, le\nZie\, guardiane del rigore morale delle donne\, le Economogli\, sposate a uomini di basso ceto\nsociale\, e le prostitute\, la cui esistenza non è ufficialmente ammessa\nL’Ancella protagonista\, Offred (cioè Of-Fred\, di-Fred\, il suo padrone\, perché le Ancelle non\nhanno nome)\, prima di essere costretta a diventare ancella\, conviveva con un uomo\ndivorziato\, Luke\, e con lui aveva avuto una bambina. In pochi mesi la sua vita cambia: viene\nlicenziata\, il suo conto bancario azzerato e perseguitata per quello che viene considerato un\nrapporto illegittimo (in quanto sono considerati validi solo i primi matrimoni). I due tentano\ndi espatriare con la figlia ma durante la fuga vengono arrestati: Luke sparisce\, la figlia data in affidamento ad una delle famiglie di elevato rango sociale che non hanno figli L’ancella non\npotrà più usare il suo nome di battesimo\, Nella casa del Comandante la sua vita trascorre con\ninerzia\, tra le angherie della moglie del padrone\, che subisce con stizza le rituali copule del\nmarito con la sua ancella (che avvengono a scansione mensile\, nel periodo fertile di\nquest’ultima)\, sperando comunque di avere un figlio da accudire in quanto sarebbe l’unico mezzo per ottenere una certa considerazione sociale. La protagonista è solo l’ultima di una\nserie di ancelle affidate al Comandante (probabilmente sterile come la moglie)\, l’ultima delle quali si era suicidata non prima di aver inciso con uno spillo nell’armadio della sua camera\nuna frase: “Nolite te bastardes carborundorum” (tradotta: “che i bastardi non ti schiaccino”).\nIl Comandante\, nonostante il divieto di intimità con l’ancella – che non sia l’atto sessuale\nconsumato in presenza della moglie e di tutta la servitù riunita – inizia a frequentarla di nascosto e giocano a Scarabeo; lui le permette di leggere alcune riviste che prima dell’avvento\ndel regime di Galaad erano dedicate ad un pubblico femminile. Successivamente\, le pretese\ndel Comandante si fanno più pericolose.\nLa donna è costretta ad annullare la propria personalità e ad accettare le attenzioni e i capricci\ndel Comandante che\, in questo modo\, vuole affermare il suo controllo e il suo potere.\nLa moglie del Comandante\, Serena Joy\, sa che il marito è sterile ma non può ammetterlo\npubblicamente\, poiché secondo l’interpretazione biblica fatta dai teologi di Galaad\, solo alla\ndonna e non all’uomo può essere imputata la sterilità; per uscire dall’impasse\, pur di avere un\nbambino da accudire e liberarsi una volta per tutte della presenza delle ancelle nella casa\,\nsuggerisce a Offred di lasciarsi mettere incinta.\nIl romanzo termina con la scoperta di audiocassette\, tanto tempo dopo\, che contengono il\nracconto dell’ancella\, trascritto e battezzato come Il racconto dell’ancella.\nLe distopie affondano sempre le loro radici su una base di paure realmente percepite dalle\nsocietà che le generano. Ciò che spaventa di Il racconto dell’ancella è l’impressione generale\nche il sovvertimento che porta al colpo di stato e al regime religioso di Galaad sia stato\nrapidissimo. Come se una società sonnolenta e stanca\, che potrebbe anche essere la nostra\, da\nun giorno all’altro si fosse svegliata in un nuovo Medioevo\, dove le donne devono\nesclusivamente assolvere al “loro destino biologico”\, non possono leggere\, lavorare o giocare.\nTutto è gerarchizzato\, controllato e rigorosamente diviso in caste.\nNulla può sfuggire all’Occhio del regime e ogni deviazione contro l’ordine o la natura è\ncrudelmente punita. Lo smarrimento è evidente anche nel racconto di Offred\, che spesso viene\nquasi travolta dai ricordi della vita “com’era prima”. Alle volte il suo tentativo di non\ndimenticare e le forti pressioni emotive cui è sottoposta giocano brutti scherzi: è allora che il\nvelo tra presente e passato diventa sottilissimo e la memoria si fonde con le percezioni del\npresente\, creando un mix narrativo di grande impatto.\nCommuove vedere come qualcosa di semplice e “normale” possa assumere enorme\nimportanza.\nAnche lo Stato più repressivo non riesce a schiacciare i desideri e da questo dipenderà la\npossibilità e\, forse\, il successo di una ribellione. Mito\, metafora e storia si fondono per sferrare\nuna satira energica contro i regimi totalitari. Ma non solo: c’è anche la volontà di colpire\, con\ntagliente ironia\, il cuore di una società meschinamente puritana che\, dietro il paravento di\ntabù istituzionali\, fonda la sua legge brutale sull’intreccio tra sessualità e politica. Quello che\nl’Ancella racconta sta in un tempo di là da venire\, ma interpella fortemente il presente.\nMargaret Atwood è una delle voci più note della narrativa e della poesia canadese.\nLaureata a Harvard\, ha esordito a diciannove anni. Scrittrice estremamente prolifica\, ha\npubblicato oltre venticinque libri tra romanzi\, racconti\, raccolte di poesia\, libri per bambini e\nsaggi. Ha scritto\, inoltre\, sceneggiature per la radio e la televisione canadese.\nEsordì nel 1961 con la raccolta di versi Double Persephone\, alla quale seguì\, nel 1964\, Il gioco\ndel cerchio. Si tratta di opere nelle quali viene affrontato il tema dell’identità culturale\ncanadese\, che sarà il filo conduttore anche delle raccolte poetiche successive\, tra queste :\nProcedure per il sotterraneo (1970)\, Storie vere (1981)\, Interlunare (1984). La condizione della\ndonna è invece al centro delle opere narrative\, a partire dal romanzo La donna da mangiare\n(1969)\, che diede all’autrice il successo internazionale. Tra gli altri romanzi: Lady Oracolo\n(1976); Offesa corporale (1981); Il racconto dell’ancella (1986)\, un romanzo fantascientifico \ndal quale Harold Pinter ha tratto la sceneggiatura per il film omonimo diretto da Volker\nSchlöndorff (1990); La donna che rubava i mariti (1993); L’altra Grace (1996)\, che trae spunto\nda un fatto realmente accaduto; L’assassino cieco (2001); L’anno del diluvio (2010); Per ultimo \nil cuore (2016); Seme di strega (2017); Occhio di gatto (2018)\, Il canto di Penelope (2018)\, I\ntestamenti (2019)\, Oryx e Crake (già L’ultimo degli uomini\, 2021).\nPiù volte candidata al Premio Nobel per la letteratura.\nVive a Toronto con il marito\, il romanziere Graeme Gibbson\, e la figlia Jesse. Ha riflettuto sulla\npropria attività di scrittrice in Negoziando con le ombre (Ponte alle Grazie\, 2003).\nMargaret Atwood\, Il racconto dell’ancella\, Ponte alle Grazie\, 2019 \nPossiamo\, inoltre costruire\, a partire dal testo\, un itinerario di letture\, incontri con\naltri scritti\, altre parole che invitano ad una riflessione sul nostro oggi:\nHanna Arendt\, L’Umanità in tempi bui\, Cortina Editore\, 2019\nPat Barker\, Il silenzio delle ragazze\, Einaudi\, 2019\nShoshana Zuboff\, Il capitalismo della sorveglianza\, Luiss UP\, 2019\nDonatella Di Cesare\, Virus sovrano. L’asfissia capitalistica\, Bollati Boringhieri\, 2020\nAntonella Viola\, Danzare nella tempesta. Viaggio nella fragile perfezione del sistema\nimmunitario\, Feltrinelli\, 2021\nAnnalisa Cuzzocrea\, Che fine hanno fatto i bambini\, Piemme\, 2021.\nNadia Nappo\, Nuova vita a spazi e relazioni per la città post Covid\, articolo di approfondimento\nper l’incontro on line promosso da “La Città Felice”\, Catania 27 febbraio 2021” (inserito nella\ncasella di Google-drive del nostro Laboratorio di lettura) \na cura di Veronica Bisesti; Luisella Bolla e Nadia Nappo
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