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SUMMARY:chacarera&sevillanas
DESCRIPTION:Cursillo de baile\nC H A C A R E R A\ny\nS E V I L L A N A S (la primera)\nmaestri argentini Fauna Becerra e Francisco De Lorenzini\ncon musica dal vivo di Andrés Ravina e Facundo Quense\n@l’Asilo\, Napoli\nmercoledì 4 ottobre\ndalle otto di sera. \nDalle montagne del Nord-Ovest argentino la CHACARERA.\nDai patios sevillani di terra ocre d’albéro las SEVILLANAS. \nMammamì. E chi ve lo dà più. \nA l’Asilo la partecipazione è libera\, eventuali contributi non hanno scopo di lucro ma servono solo a rendere possibile lo svolgimento delle attività culturali.
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SUMMARY:Workshop di diffusione acusmatica // DISSEMINAZIONI 7
DESCRIPTION:DISSEMINAZIONI 7 \n9-10/04 \nWorkshop di diffusione acusmatica per compositori\, performer\, artisti sonori e audiofili a cura di Giuseppe Pisano \nNell’ambito della rassegna Disseminazioni\, L’Asilo propone un originale laboratorio basato sulla spazializzazione del suono e sul suo rapporto con l’ambiente\, indirizzato non solo a chi si occupa di composizione ma anche a chi utilizza musica e suoni in vari ambiti performativi. \nGiuseppe Pisano\, compositore napoletano attivo in Nord Europa e abitante dell’Asilo\, porta la sua esperienza nel campo dell’interpretazione del repertorio elettroacustico\, proponendo un workshop di diffusione acusmatica su orchestra di altoparlanti. \nIl workshop può ospitare un massimo di 10 partecipanti.\nÈ necessaria la prenotazione via mail all’indirizzo infrasuoni@exasilofilangieri.it entro il 6 APRILE 2022 indicando nome\, cognome e numero di telefono\, più un breve testo di presentazione in cui si descrivono il proprio lavoro e il livello di esperienza. \nSi richiede una sottoscrizione di 30 euro\, come sempre non vincolante\, che verranno interamente devoluti all’Asilo per l’acquisto di strumentazioni necessarie per la costruzione di un sistema di altoparlanti per la diffusione. \nLa quota di partecipazione andrà inviata tramite PayPal entro il 6 APRILE 2022.  \nWorkshop:  sabato 9 aprile ore 12-18\, domenica 10 aprile ore 13-19  \nRestituzione pubblica/Concerto:  domenica 10 aprile ore 20:30 \nper informazione più dettagliate  \nDISSEMINAZIONI 7 //  09-10/04
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SUMMARY:Presentazione di Altrenapoli\, di Mario Pezzella
DESCRIPTION:Presentazione di Altrenapoli di Mario Pezzella \n«Il caos della plebe – in cui precipitano i frantumi di classi decomposte\, culture in declino\, popoli vinti – è esso stesso un prodotto dello sviluppo del capitale. I senza voce hanno perso una parola che possedevano\, sono stati espropriati della identità originaria\, e non hanno accesso al linguaggio astratto della modernità del capitale»\nMario Pezzella presenta il suo libro nel quale analizza con noi il rapporto divisivo fra la classe intellettuale e popolo napoletano. Lo fa passando in rassegna una serie di pensatori e opere\, letterarie e filmiche\, che hanno provato a comprendere questo rapporto (Rea\, La Capria\, Compagnone\, Saviano\, Ortese\, Ferrante\, Marasco\, Nappo\, Martone\, Garrone\, Pasolini\, Rossellini\, Rosi\, De Martino). Da una parte c’è chi vede questo connubio interrotto\, irreparabilmente\, sin da quel trauma che fu la fine della rivoluzione del 1799\, a partire dalla quale si sono generate le due Napoli di Ermanno Rea e la storia del popolo napoletano si è fermata (la ‘non-storia’ di Croce)\, arenando il suo sviluppo. Dall’altra\, invece\, c’è chi vede nella plebe di Napoli un luogo di resistenza alla modernità capitalistica distruttiva e la persistenza in uno stato d’innocenza. Due miti\, due visioni\, due contronarrazioni\, due poli immaginari che questo lavoro critico esamina e interpreta\, fra le quali si destreggia\, ricollegandole alle loro matrici storiche: la condizione colonializzante\, secondo Rea\, di Napoli nel secondo dopoguerra da parte dei dominatori statunitensi contrapposta all’atavismo naturalistico della plebe della Ortese\, passando per il La Capria de La mani sulla città con la mezza-modernità\, dal Risanamento in poi\, tipicamente capitalista più che napoletana fino alla cultura popolare magica premoderna e comunitaria demartiniana\, che era propria del popolo\, prima che la mutazione antropologica neocapitalista raggiungesse anche Napoli.\nMario Pezzella ha insegnato Estetica in diverse università e alla Scuola Normale di Pisa. Ha collaborato a un seminario di Jaques Derrida e seguito i corsi di Jean Rouch. Tra le sue pubblicazioni\, Estetica del cinema (2010); Insorgenze (2014); La voce minima. Trauma e memoria storica (2017).\n Per approfondire:\nhttps://www.raiplaysound.it/audio/2019/12/Intervista-al-filosofo-Mario-Pezzella-sul-libro-Altrenapoli-74189c1c-29f5-4d7d-844c-8a5b670def5f.html
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SUMMARY:Presentazione de "La morte del poeta. Potere e storia d'Italia in Pier Paolo Pasolini"
DESCRIPTION:Presentazione de La morte del poeta. Potere e storia d’Italia in Pier Paolo Pasolini\, mercoledì 6 aprile 2022 h 18:00\nBruno Moroncini dedica un libro alla mancata elaborazione del lutto dell’Italia verso la morte del suo poeta più discusso\, nel centenario della sua nascita: Pasolini. Lo fa difendendolo dalle accuse di reazionarismo\, avvalendosi del concetto\, da benjaminiano qual è\, di angelus novus. Lo fa riportando il poeta al suo alveo costituente di ‘amico dell’umanità’\, dell’altr*\, dell’ancora da venire. E quando un simile poeta viene lasciato morire\, quando il suo lutto non viene esperito degnamente\, ma solo grossolanamente celebrato in ricorrenze comandante\, con esso muore il senso di comunità. Lo fa\, da lacaniano\, esaminandone il rapporto infantile col potere\, con La legge del padre\, vissuta in modo fantasmatico e masochistico. Una disamina\, quindi\, profonda e innovativa che getta\, finalmente\, una luce nuova sull’intellettuale friulano\, restituendolo alla dimensione che merita\, non accomodante o integrata\, né santificata. Complessa\, ma vera\, che lo rende\, a tutt’oggi\, scomodo\, col suo antineocapitalismo\, nel modo in cui denuncia chi siamo diventati: edonisti\, indifferenti\, borghesi\, infelici. Ripassare dalla morte del poeta\, quindi\, come faceva il poeta indugiando sulle macerie del passato\, con un ultimo sguardo\, prima di staccarsene perché anche noi si possa\, forti della sua lezione d’amore\, dirigersi versi nuovi momenti di comunità mossi dall’amore affratellante.\nInterverranno:\n– Bruno Moroncini\, insegnante Filosofia morale\, Antropologia filosofica e Psicologia clinica nelle Università di Messina e Salerno\, con particolare attenzione per i rapporti fra filosofia e psicoanalisi.\n– Gianluca Solla insegna Filosofia teoretica presso l’Università di Verona. \nPer approfondimenti: \nhttps://www.raiplaysound.it/audio/2019/12/Lo-scrittore-e-saggista-Bruno-Moroncini-sul-suo-libro-La-morte-del-poeta-4a2890ea-14ff-4449-9c5b-2f75c945e89f.html
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SUMMARY:LA GUERRA NON PARTE DA QUI
DESCRIPTION:Presentazione del libro\nLa Guerra non parte da qui\n di Marco Palma\nScatole Parlanti Edizioni  \nA seguire il documentario Il popolo delle pentole  di Andrea Canova  \nModerazione a cura de l’asilo con  Margherita D’Andrea e Giuseppe Micciarelli\nLetture Ramona Tripodi\nSonorizzazione live Fabrizio Elvetico  \nGiugno 2006. Il progetto per la costruzione di una nuova base militare statunitense nella periferia nord della città\, ad appena millecinquecento metri dalla Basilica Palladiana\, patrimonio UNESCO\, scombussola la quotidianità e le abitudini degli abitanti di Vicenza. Mirko\, giovane attivista politico\, intraprende una battaglia per contrastare la realizzazione dell’opera\, intorno alla quale ruotano interessi e appetiti civili\, come ad esempio la costruzione della nuova tangenziale fortemente voluta dall’assessore all’urbanistica. Ciò che non si aspetta\, però\, è l’ampio supporto da parte dei suoi concittadini. Ad affiancarlo\, diverse personalità – tra cui Corrado\, un anziano militante in pensione\, e Susanna\, giovane e vivace studentessa fino a quel momento distante dall’arena politica – il cui appoggio porterà alla nascita del Presidio Permanente No Dal Molin. Lo scontro tra le parti\, a sorpresa\, si fa arduo e vivace. Assemblee\, pedinamenti\, strategie politiche\, manifestazioni\, occupazioni\, feste: nei dodici mesi che seguono l’annuncio\, Vicenza vive una stagione inaspettata e irripetibile\, fatta di partecipazione ed emozioni collettive.
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SUMMARY:Laboratorio di lettura
DESCRIPTION:venerdì 1 aprile ore 17\,30 \nLaboratorio di lettura \ncercare le parole per dire di noi\, a partire da sé\, tra i libri \nPrimo incontro di Cassandra di Christa Wolf \nLeggeremo pagine scelte del testo\, che possono aiutare a fare un viaggio di sensazioni tra ciò che nel presente ci sta sconvolgendo e quello che nel mondo si sta scombinando. \nUna sensazione di vuoto sembra avvolgerci\, la natura si sta trasformando\, l’abitare il mondo con i nostri corpi appare travolto dal conflitto che è diventato guerra aperta.  \nChrista Wolf ha scritto Kassandra (pubblicato nel 1983) dopo un viaggio in Grecia fatto nel 1980. A Micene ha vissuto con tutti i sensi il paesaggio che era stato di Cassandra: “Ecco dove accadde. Lei è stata qui”. Da quel momento\, il suo interesse è stato “cogliere il punto cruciale\, alla nascita della nostra cultura\, in cui è cominciata quell’alienazione che adesso ci porta vicini all’autodistruzione. Mi ha interessato il momento in cui\, con l’avvento della società patriarcale e gerarchica\, l’espressione letteraria femminile sparisce per millenni”. \nLa Wolf fa dono a Cassandra di una lingua\, la sua\, di scrittrice contemporanea che ha fatto esperienza della guerra totale e dei totalitarismi. La sua Cassandra scopre i meccanismi che la svuotano di vitalità\, forza\, voce. E’ di fronte al vuoto: solitudine\, deserto di sentimenti\, assenza di speranza e di consolazione. Questo vuoto è il suo presente. \nIl romanzo dà una visione diversa da quella omerica classica\, recuperando lo sguardo e la voce della sacerdotessa troiana\, figlia di Ecuba e Priamo\, mentre attende la morte per mano dei Greci vincitori alle soglie della fortezza di Micene. Davanti ai suoi occhi scorrono intrecciate la propria storia personale e quella della città di Troia: l’amore per Enea\, la rottura con la famiglia che\, accecata dall’andamento della guerra\, non vede quanto accade e non la ascolta\, la vita nelle comunità femminili sulle rive del fiume Scamandro\, la distruzione e la rovina della sua città.
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SUMMARY:YOM EL ARD يوم الأرض | GIORNATA DELLA TERRA
DESCRIPTION:YOM EL ARD يوم الأرض | GIORNATA DELLA TERRA \nPer la #resistenza e contro l’apartheid in #Palestina!  \nIl 1 APRILE 2022 il Centro Culturale Handala Ali – in collaborazione con  Al Ard Doc Film Festival e Sardegna Palestina \, Giovani Palestinesi d’Italia   – in occasione della Giornata della Terra e della Israeli Apartheid Week presenta: \n1️⃣ “Università libere dall’apartheid israeliana.\nBoicottaggio accademico” \n?️ Interverranno: \n– Docenti\, ricercat* e student* delle università di Napoli \n– Samed Ismail (Giovani Palestinesi d’Italia) \n?Mezzocannone Occupato (Via Mezzocannone 14\, Napoli) \n? Ore 11 \n2️⃣ “Il cinema come forma di resistenza” \nDall’Al Ard Doc Film Festival\, proiezioni di: \n– 120 Km (Wasem Khair\, reg. palestinese) \n– Liwan (Doris Hakim\, reg. palestinese) \nCollegamento con il/la regista.  \n?Asilo Filangieri (Vico Giuseppe Maffei 4\, Napoli) \n? Ore 18:00 \nA seguire apericena  palestinese! \n▪️ Ricordiamo di venire munit* di mascherina e che l’ingresso sarà consentito fino a esaurimento posti. \n#CentroCulturaleHandalaAli\n#BoicottaIsraele\n#StopApartheid
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SUMMARY:Proiezione di Penda's fen\, di Alan Clarke - Per il ciclo Zodiac Club
DESCRIPTION:Penda’s Fen (1974) di Alan Clarke \nIl viaggio del protagonista nella storia sepolta e bellissima della sua terra è una scoperta di sé. Paganesimo\, temi gnostici\, demoni\, cospirazioni\, angeli\, capelloni: la “Palude di Penda” è una miscela unica di spiritualità e critica politica nel periodo di “rinascita dell’occulto” tra gli anni Sessanta e Settanta in UK.
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SUMMARY:Valvola - Microfono Aperto
DESCRIPTION:Valvola\nMicrofono aperto: la parola dà voce al paesaggio interno/intimo\, in una dimensione di ascolto di sé e dell’altro estraneo altèro abisso. In cui l’articolazione non sia solo suono ma carne ed ossa per recuperare una dimensione di con-di-visione\, in cui lo stupore agisca scivoli intrecci fucine.  \nMercoledì 30 Marzo ore 21:00 \nInfo:\nbiblioteca@exasilofilangieri.it \nImmagine: Trallalà\nGrafica: Lsd \nValvola è una iniziativa che nasce a L’Asilo grazie a una serie di incontri e sinergie. \nVi invitiamo il prossimo mercoledì 30 Marzo alle ore 21.00\, a partecipare ad uno spazio dedicato allo sconosciuto\, uno spazio libero: un microfono aperto dove\nl’incontro tra se e l’altro può avvenire\, prendere vita e avere\nespressione. Uno spazio dove la voce di ognuno potrà muoversi liberamente\, leggere scritti propri o altrui\, suggerire letture e percorsi\, esternare e condividere esperienze e pensieri\, vissuto e visioni\,storie\, racconti\,canzoni;accompagnati da uno strumento\,un’immagine\, un disegno\, dal corpo\, dalla voce.\nValvola è concepito per dare luogo e tempo all’espressione\,\nalla parola\, allo scambio\, all’incontro\, all’ascolto\, alla sperimentazione\,all’improvvisazione\, all’invenzione. Uno spazio ricettivo e molteplice\, al margine del quale  si può discutere\, intrattenersi\, confrontarsi e continuare\nl’esplorazione\, interiore ed esteriore e dare un terzo tempo  al dialogo e a un nuovo ascolto.  Valvola-Microfono Aperto\, è un appuntamento con l’intimità dell’altro\, il microfono una valvola di creatività\, aperto a tutti: alla contaminazione\, all’interazione. A Nuove Possibilità. \nPer l’occasione si troveranno anche libri in vendita di Perditempo.
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SUMMARY:Singolarità e istituzioni. Antropologia e politica oltre l'individuo e lo Stato
DESCRIPTION:Presentiamo  \nSingolarità e istituzioni. Antropologia e politica oltre l’individuo e lo Stato (ed. manifestolibri) \ndi Francesco Raparelli \nNe discutono con l’autore: Giso Amendola\, Giuseppe Micciarelli\, Tiziana Terranova \ncon una lettura di Ramona Tripodi  \nSul libro: \nL’individuo è un atomo\, una monade senza finestre\, un confine con tanto di muri e filo spinato; la singolarità è potenza – ovvero desiderio di vita – e intreccio – ovvero combinazione dei desideri secondo i corpi\, le tracce o immagini che di questi abbiamo\, le idee. L’individuo è un’emergenza\, un’isola\, lava rappresa; la singolarità è un modo di essere della materia-energia dalla quale la natura tutta costantemente sorge. Gli individui sono sempre giustapposti e in competizione\, le singolarità sono sempre in composizione o\, al contrario\, compresse\, avvelenate\, infine decomposte: i primi pretendono contratti e denaro\, sovrani e leggi; le seconde\, nel conflitto\, mostrano con esempi\, usano regole\, inventano istituzioni. Il libro\, attraverso un confronto serrato con i classici del pensiero politico e della metafisica\, ma anche con la psicoanalisi\, la filosofia del linguaggio e le scienze sociali\, ricostruisce l’alternativa che segna la modernità capitalistica e la lunga crisi del nostro tempo\, avanzando alcune proposte per prendere congedo da entrambe.
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SUMMARY:Compassione come bussola =  laboratorio creativo e giocoso
DESCRIPTION:Informazione compresiva a https://discollective.upri.se/compassione-come-bussola/ \n— \nCompassione come bussola e un laboratorio creativo e giocoso su come indossare il proprio Sé \ndi Roman Koštal e DISCOllettivo (Gregor Kamnikar) \nIl laboratorio potrà essere l’occasione per prendere maggiormente contatto con noi stessi e la nostra creatività. \n— \nDurante le sessioni artistiche prenderemo come punto di partenza il senso del tatto. Partiremo da noi stessi\, esplorando il tatto\, il tocco\, il contatto con noi stessi come iniziatore del movimento. Applicheremo poi l’esperienza del contatto pelle-pelle ad una esplorazione analoga del tipo pelle-abito. \nCome si può usare l’esperienza del toccare nelle arti performative? \nEstenderemo successivamente l’esperienza del vestito che tocca la pelle al toccare gli oggetti in uno spazio\, l’aria circostante\, le persone che ci circondano fino ad arrivarein altre ipotetiche città\, nazioni e mondi esplorando anche concetti come tempo\, composizione e conflitto. Come si può indossare il tempo per esempio? Cosa succede se prendiamo un personaggio (esempio: Ofelia dell’Amleto) come un vestito e lo indossiamo? \nQuesta esperienza di contatto la useremo poi per costruire brevi improvvisazioni\, in modo che ognuno di noi possa acquisire maggiore comprensione relativamente a come si compone e/o si esegue in qualsiasi forma scenica (recitazione\, danza\, clownerie\, ecc.). \nSessioni terapeutiche: Autocompassione attraverso il movimento del corpo e le parole \nAttraverso la meditazione guidata entreremo nella situazione di vita reale di ogni partecipante. Saremo curiosi di conoscere la situazione che ognuno dei partecipanti percepisce momentaneamente nella sua vita come stressante. Cosa pensa e sente in questa situazione stressante e come la affronta? \nAttraverso il paradigma della curiosità benevola ci concentreremo sulla relazione con noi stessi mentre affrontiamo una situazione di stress riconosciuto e la guida attraverso questo processo. \n— \nChi è DISCOllective/Gregor Kamnikar? \nClasse 1971\, ricercatore della giocosità e di “ciò che è” attraverso la danza\, coreografia\, scrittura\, la performance\, il gioco\, eventi\, esperimenti (sociali)\, installazioni\, conferenze\, workshop\, lezioni\, pubblicazioni\, azioni (clown)\, video e partiture http://discollective.upri.se/discovery Dal 2019 collabora con Elena Dragonetti con sede a Capaccio. Uno dei risultati della collaborazione è un laboratorio permanente visionabile su http://erratica.eu \nChi è Msc. Roman Koštal? Classe 1971\, nato a Lubiana\, in Slovenia. Ha conseguito la laurea e il master presso la Facoltà di Educazione di Ljubljana\, specializzandosi in pedagogia sociale. Ha sviluppato la sua esperienza professionale mentre lavorava nel servizio di consulenza scolastica\, come assistente e ricercatore nel dipartimento di pedagogia sociale\, attraverso sedici anni di lavoro nel campo delle varie forme di dipendenza e attraverso la pratica psicoterapeutica generale con individui e gruppi. Ha completato uno studio specialistico di psicoterapia integrativa (EAG-FPI)\, possiede un sloveno ed europeo in psicoterapia e ora lavora nella pratica psicoterapeutica privata. Tiene anche conferenze e workshop nel campo della salute mentale\, delle dipendenze e della psicoterapia olistica e integrativa. \n— \nOrario \nVenerdi\, 25.3. 11.00-13.00 + 14.30-16.30\nSabato\, 26.3. 11.00-13.00 + 14.30-16.30\nDomenica\, 27.3. 11.00-13.00 + 14.30-16.30 \n— \nPosto \nLa sala Refettorio a L’Ex Asilo Filangieri\, Vico Giuseppe Maffei\, 4\, 80138 – Napoli\nhttps://www.facebook.com/lasilo \n— \nEconomia  \nPer rientrare delle spese minime affinché il laboratorio si possa svolgere\, comprese le spese di permanenza degli artisti che vengono dall’estero\, è richiesto un  \ncontributo di 40€.  \nla quota proposta per il workshop di formazione e’ politica e ridotta allo scopo di favorire una larga partecipazione\, oltre a riconoscere un rimborso spese agli artisti sostiene anche la politica di autofinanziamento di spazi e mezzi all’ Asilo per gli artisti.  \nIn assenza di reale disponibilità economica e’ possibile partecipare al workshop facendo richiesta specifica\, contribuendo in forma di sostegno all’organizzazione del progetto e della vita dell’Asilo da concordare insieme. \nPer il contributo è possibile pagare in questo modo.\nPaypal: https://paypalme/gregorkamnikar\nIBAN: SI56 6100 0001 5435 666\, Swift/Bic: HDELSI22\nBeneficiario: Gregor Kamnikar\nIndirizzo: Jarska cesta 14\, 1000 Ljubljana\, Slovenia\ncon il soggetto: Nome + Cognome + Compassione come bussola \n— \nContatti \nReferente progetto: Danilo Blaquier danbla@hotmail.it +393279418647 (whatsapp) \nUno dei leader del laboratorio: Gregor Kamnikar principlay@upri.se\, +38640226981 (Whatsapp\, Telegram\, Viber\, Signal …)
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SUMMARY:Il medico e lo stregone\, di Mario Monicelli - per il ciclo Zodiac Club
DESCRIPTION:Un paese della provincia di avellino\, anni ’50\, le operazioni magiche di un santone/guaritore\, che specula sull’ignoranza cittadina\, vengono messe in discussione da un nuovo arrivato\, un medico\, il quale cerca con ogni mezzo di ‘convertire’ i cittadini alla scienza.\nUn incontro tragicomico nel meridione italiano che crede ancora al  malocchio: è possibile scardinare le credenze mistiche in nome di una scienza al servizio del bene comune?\nIl male dell’ignoranza e il bene della conoscenza\, con complesse articolazioni e mai separatamente l’uno dall’altro\, abitano ognuno di noi. \nUno dei capolavori di Mario Monicelli e della commedia all’italiana.
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SUMMARY:Cineforum Le Gramigne: infestare il vuoto sociale per far germogliare una comunità educante.
DESCRIPTION:Per il quarto appuntamento del Cineforum le Gramigne\, proietteremo il film “L’intrusa”\, del regista Leonardo Di Costanzo. \nAmbientato nella periferia di Napoli\, le vicende narrate dalla pellicola si incentrano sul centro ricreativo ” la masseria”\, nel quale grazie all’attività della fondatrice Giovanna e di alcune volontarie e volontari\, i bambini hanno a disposizione uno spazio per giocare e partecipare ad attività creative insieme agli educatori. Uno spazio franco dunque\, dove le vicende di disagio\, malavità\, povertà che affliggono il quartire sembrano rimanere\, anche solo per quelle poche ore pomeridiane\, estrane.\nLa quiete della piccola comunità sarà turbata dall’arrivo di Maria\, moglie di un boss della camorra insieme con la figlia Rita ed il figlio più piccolo della coppia \, che in seguito ad alcune vicende soggiorneranno all’interno della struttura.\n Il film dunque si concentra sull’impatto di questo evento all’interno della comunità\, o meglio\, delle due distinte comunità : quella dei genitori\, caratterizzata da diffidenza\, rabbia\, chiusura\, che vedono Maria come un’intrusa\, e quella dei bambini\, predisposta invece all’inclusione di Rita\, supportata dall’operato di Giovanna e degli altri educatori. \n“L’intrusa” rispecchia alla perfezione lo spirito del Cineforum Le Gramigne\, permettendoci di riflettere\, questa volta\, su un contesto educativo a noi prossimo\, quello della nostra città\, quello in cui noi come associazione vorremmo operare e dare il nostro contributo. Si tratta di un contesto nel quale il mondo delle associazioni \,dei volontari\, delle persone del quartiere auto-organizzate\, spesso si sostituisce alle istituzioni del tutto carenti per risorse e capacità\, costruendo spazi sociali ed educativi\, presidio di legalità e contro la dispersione scolastica\, lottando per dare al quartiere un futuro migliore. \nAll’evento parteciperà il regista Leonardo Di Costanzo\, da sempre impegnato nel racconto delle contraddizioni\, delle problematiche irrisolte\, della dialettica complessa che attraversa la nostra società.\nLo fa attraverso documentari quali “A Scuola” (2003) e “Cadenza D’inganno 2011) e lungometraggi quali “L’intervallo” (2012)( premiato nel 2012 con il Nastro d’argento per il miglior regista esordiente) nei quali lo sguardo del regista esamina diversi aspetti inerenti all’infanzia e all’adolescenza  vissuta in quartieri popolari di Napoli; inoltre di recente(2021) ha prodotto il film ” Ariaferma” \, con Toni Servillo e Silvio Orlando in cui \, invece si concentra su un’altra tematica sociale fondamentale\, quella delle carceri\, e del rapporto tra detenuti e secondini. \nL’evento si terrà Mercoledì 23 Marzo\, alle ore 19:30 \, sta volta presso L’Asilo; l’ingresso è libero.
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SUMMARY:Workshop di gioco ricreativo per adulti
DESCRIPTION:Il laboratorio gratuito è aperto a tutte le età (dai 10 anni)\, a chiunque abbia voglia di giocare in uno spazio protetto\, col l’altro\, in gruppo\, senza finalmente prendersi sul serio.  \nSi raccomandano abiti comodi e calzettoni antiscivolo. \nLa leggerezza sarà il colore predominante. Il Gioco\, inteso come piacere di inventare e di trasformare\, come capacità di sorprendersi e di emozionarsi il suo filo conduttore.                                                   “ Occorre una vita per diventare bambini”. Picasso \n————————————————————— \nSerenella Converti\, autrice\, regista\, performer\, coach\, psicologa. Diplomata alla Scuola Internazionale di Clown di Roma (formazione Lecoq)\, Master “Du tragique au comique” presso la scuola Jacques Lecoq di Parigi. Segue la pedagogia di Jacques Lecoq\, Vladimir Olshansky\, Jos Houben\, André Casaca\, Jean Meningue e Pierre Byland. Lavora in Francia dal 1985 al 1992 con le compagnie: Royal De Luxe\, Katertone Ets\, Circo Archaos\, Monique Tendence. Regista e attrice di spettacoli comici in tourné in Europa. In Italia\, Francia e Svizzera lavora nel cinema tra la produzione e la regia. Dal 2000 collabora con Henri Gallot Lavallée e i Plonk & Replonk su eventi e performances di impatto urbano. Dal 2008 lavora come psicologa\, operatrice di laboratorio. presso associazioni varie sul disagio psico-fisico di tipo relazionale e comportamentale con bambini\, adolescenti\, adulti. Conduce laboratori di “Teatro e Movimento\, alla ricerca dell’ironia” per adulti\, adolescenti\, bambini e aziende in Italia e all’estero su moduli differenziati. Dal 2015 autrice e interprete del personaggio comico La signorina Tina. Serenella ha sviluppato un metodo personale di insegnamento e ricerca attraverso il gioco\, il modo più efficace per apprendere\, dove i difetti personali diventano  elementi preziosi da rappresentare e condividere con autoironia.
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SUMMARY:Va' e vedi\, di Elen Klimov
DESCRIPTION:In giorni di morti e di bombe e di politiche brutali\, ma anche di tragico oscurantismo\, di ragionamenti schematici e semplificatori\,  proviamo a proporre\, grazie alla rappresentazione cinematografica\, una lettura ulteriore di cosa significhi il termine guerra. Da qui l’urgenza – contingente\, esistenziale\, drammatica – del dittico in rassegna il 17 e il 18 marzo. \n“La debolezza è forza\, e la forza è niente” (Stalker) \nFljora è un appena adolescente che\, in Bielorussia\, si unisce alle truppe partigiane sul fronte orientale. Siamo nel 1943 e accade di tutto: deportazioni\, stupri\, uccisioni sommarie. Il ragazzo conoscerà l’orrore.  \nVa’ e vedi\, di Elen Klimov \n1985\, URSS \nCOL\, v.o. sott.ita. \n145 min
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SUMMARY:Pratiche di residenza e di partecipazione. Incontro con Mario Biagini e Cristina Fiordimela
DESCRIPTION:Pratiche di residenza e di partecipazione. \nUn incontro con Mario Biagini e Cristina Fiordimela\, animato da Andrea de Goyzueta\, con la partecipazione di Freddy Paul Grunert.  \nPartendo dalla presentazione del volume NowHere Residenze\nattive\, ci proponiamo di creare un momento di riflessione pubblica sulle possibilità di pratiche alternative di residenza e cooperazione in campo artistico e nello sviluppo della cittadinanza attiva. \nVerranno  proiettati frammenti video sul lavoro partecipativo dedicato a gruppi sociali e individui solitamente estranei al mondo del teatro ufficiale\, e sulla creazione di comunità transitorie in varie\nparti del mondo\, come laboratori di immaginazione per il futuro. \nDurante l’incontro verrà presentato il libro NowHere\, residenze attive: un’opera collettiva a cura di\nCristina Fiordimela\, Vittoria Pasca Raimondi e Tommaso Urselli (Sensibili alle foglie\, 2021)\, che racconta la residenza artistica dell’Open Program del Workcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richards a Macao\, nuovo centro per le arti\, la cultura e la ricerca a Milano\, sostenuta da una campagna di crowdfunding e da un intreccio tra pratica artistica e politica che rifiuta la logica dello scambio basata sul do ut des\, alimentando attraverso la residenza la produzione di conoscenza\, strumenti\, spazi\, oltre alla valorizzazione del lavoro e della cultura. In controluce\, i poemi di Allen Ginsberg attraggono gli sconfinamenti nella Beat Generation\, aprendo la ricerca e la pratica alla\ncomplessità. \nMario Biagini\, dopo 35 anni trascorsi al Workcenter di Jerzy Grotowski and Thomas Richards\, all’interno del quale ha diretto l’Open Program\, ha intrapreso una nuova strada fondando assieme\nad altri l’Accademia dell’Incompiuto. \nCristina Fiordimela\, architetta\, esperta museografa per la Commissione europea e per l’ICOM- International Council of Museums\, scrive come ricercatrice indipendente sulle trasformazioni dell’architettura verso nuove forme di urbanesimo. \nFreddy Paul Grunert\, filosofo e curatore di ‘moremedia’\, è in procinto di pubblicare HumAI (HUman Behavior and MAchine INTelligence in the Digital Transformation) per il Centre for Advanced Studies della Commissione europea. \nl’Asilo\, vico Giuseppe Maffei – Napoli. Ingresso libero.\nPer informazioni: info@exasilofilangieri.it.  \nCome arrivare all’Asilo:\n– A piedi Vico Giuseppe Maffei è raggiungibile sia da via San Biagio dei Librai che da via dei Tribunali\,\nsvoltando in via San Gregorio Armeno oppure in vico San Nicola a Nilo.\n– Metro Linea 1 fermata di Piazza Dante: in 10 minuti\, percorrendo via Port’Alba ed attraversando\npiazza Miraglia fino all’inizio di via dei Tribunali. Da lì procedere come sopra.\n– Metro Linea 2 fermata di piazza Cavour: in 12 minuti\, attraversando via Duomo fino a via dei\nTribunali. Da lì proseguire fino all’incrocio con via San Gregorio Armeno.
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SUMMARY:L'infanzia di Ivan\, di Andrej Tarkovskij
DESCRIPTION:In giorni di morti e di bombe e di politiche brutali\, ma anche di tragico oscurantismo\, di ragionamenti schematici e semplificatori\,  proviamo a proporre\, grazie alla rappresentazione cinematografica\, una lettura ulteriore di cosa significhi il termine guerra. Da qui l’urgenza – contingente\, esistenziale\, drammatica – del dittico in rassegna il 17 e il 18 marzo. \n“La debolezza è forza\, e la forza è niente” (Stalker) \nL’infanzia di Ivan è il primo lungometraggio di Tarkovskij\, il più importante regista russo del secondo novecento. I suoi capolavori ( tra gli altri Andrej Rublev\, Lo specchio\, Stalker\, Solaris\, Nostalghia) ci regalano una poesia senza tempo sotto ogni aspetto\, opere in naturale opposizione tanto al cinema commerciale e frivolo (l’amusement dell’industria culturale) di matrice occidentale\, tanto agli schematismi ottusi del realismo socialista\, unica possibile “via ” percorribile in Unione Sovietica da Stalin in poi. Il film non piacque in patria perché poetico e non patriottico\, pur rappresentando la controffensiva dell’armata rossa sui nazisti; fu difeso in Europa da Moravia e Sartre\, anche se Tarkovskij comprese soltanto della prima difesa\, reputando quella del francese intellettualistica. Nonostante sia un film di guerra e sulla guerra\, vi è forse uno dei baci più belli della storia del cinema. \nL’infanzia di Ivan\, di Andrej Tarkovskij \n1962\, URSS\,  \nB/N\, v.o. sott.ita \n95 minuti \n***\nAll’Asilo i concerti\, gli spettacoli\, le proiezioni\, gli incontri sono ad ingresso libero. È gradito un contributo a piacere che serve ad abbattere le spese minime e a dotare gli spazi dei mezzi di produzione necessari alle lavoratrici e ai lavoratori dello spettacolo\, dell’arte e della cultura per portare avanti la sperimentazione politica\, giuridica e culturale avviata all’Asilo
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SUMMARY:Pasolini\, Napoli\, i giovani\, e la felicità pubblica come bene comune
DESCRIPTION:Incontro seminariale su Pier Paolo Pasolini – Napoli\, i giovani e la felicità pubblica come bene comune”.  \n“Il seminario parte dalla forte connessione che\, com’è noto\, legava l’ultimissimo Pasolini ai napoletani\, per i quale nutriva una simpatia ideologica e nei quali ravvisava una forma di resistenza al neofascismo della società dei consumi con la sua ideologia edonistica del benessere. Questo giorno di studi prova a riannodare i fili perduti di questa connessione tranciata\, muovendo dalla tesi che esistesse un tracciato sotterraneo di affinità e reciproco sentire che legava Pasolini a Totò\, a Eduardo\, a Scola\, a Troisi\, a De Simone fino a Fofi. Attraverso il setaccio di stralci\, contenuti audio e video raccolti di tutto il corpus pasoliniano\, ma focalizzandosi sui legami con Napoli\, si proverà a rinsaldare questo arazzo stracciato\, per stabilire quanto ancora vi sia di vivo e vitale in Pasolini e nella napoletanità che lui intravedeva in quei giovani condannati all’infelicità. L’altra stella polare del seminario\, infatti\, è il rapporto dei giovani (in particolare i Gennarielli di oggi\, di ieri e di domani) con la felicità. Pasolini è stato fra i primi a interrogarsi sull’influenza dell’economia di mercato sulla felicità e a distinguere fra felicità eudaimonica ed edonistica\, preconizzandone l’importanza nei tempi a venire e come da questa dipendesse la sopravvivenza di un modo di vivere il mondo\, e la cultura\, impegnato e comunitario”.
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SUMMARY:Dal campo analitico al campo archetipico. Presentazione
DESCRIPTION:Presentazione del libro “Dal campo analitico al campo archetipico\,\nDialoghi e trasformazioni nei luoghi della ricerca e della cura” a cura di Massimiliano Scarpelli e Ferdinando Testa.\nSabato 12 marzo\, ore 9:30\nl’Asilo \nSaluti:\nMarina Gallozzi\, Responsabile sede AIPA Napoli \nIntroducono: Valeria Riccio e Silvana Lucariello\, AIPA Napoli\nDialogheranno con i curatori e gli autori:\nLuigi Rinaldi\, Analista con funzioni di training SPI Napoli\nFulvia D’Aloisio\, Docente di Antropologia presso l’Università della Campania L.. Vanvitelli\nMelania Ametrano\, Analista Aipa Napoli\nAndrea de Goyzueta\, Attore Napoli \nSaranno presenti i curatori e gli autori \nLa metafora del campo emerge nell’ambito della riflessione intorno alla fenomenologia della Cura analitica\,\ne la sua valenza euristica concorre a evidenziare la dinamica intersoggettiva e relazionale del processo terapeutico. Tale prospettiva introduce una visione del percorso di Cura come luogo psichico in cui si dà vita\na una forma di esperienza interattiva\, conscia e inconscia\, che trascende le singole individualità. Le riflessioni proposte nel volume intendono ribadire la necessità di considerare la terapia dei singoli\, dei gruppi\,\ndei grandi gruppi\, come luoghi che promuovono espressioni simboliche e processuali\, emergenti dal fluire\ndelle comunicazioni psichiche. Su questo sfondo\, si delinea il senso dell’opera che si propone\, tra l’altro\, di\n“tenere insieme” studiosi di diversa provenienza; le riflessioni partono dalla metafora del campo analitico e\ngiungono in alcuni casi a porla in relazione alle formulazioni riguardanti il campo archetipico e l’inconscio\ncollettivo.
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SUMMARY:Geografie del suono #66 Mike Cooper l OEOAS
DESCRIPTION:Dopo il concerto OEOAS “Neapolis Sounding” ideato e diretto da Alvin Curran nell’ambito della rassegna Geografie del Suono\, durante in quale più di cento musicisti provenienti da tutt’Italia hanno suonato insieme\, e le sessioni di registrazione nel 2019 che hanno portato alla realizzazione del primo disco di OEOAS\, Alicia\,  quest’anno l’Asilo torna ad ospitare l’orchestra di improvvisazione OEOAS\, questa volta diretta da Mike Cooper\, nell’ambito dei festeggiamenti per i dieci anni dell’Asilo. I festeggiamenti dureranno per l’intera primavera con una programmazione di eventi che spaziano tra presentazioni di libri\, seminari\, concerti\, spettacoli\, laboratori.    \nPer il concerto di venerdi 11 marzo Mike Cooper dirigerà l’orchestra in una formazione di circa 35 elementi. \nper maggiore informazioni si trova tutto su \nGeografie del suono #66 //Mike Cooper / OEOAS
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SUMMARY:LABORATORIO DI LETTURA - VI incontro
DESCRIPTION:“Il racconto dell’ancella” di Margaret Atwood\nLeggeremo pagine scelte del testo\, che possono aiutare a fare un viaggio di sensazioni tra ciò che nel presente ci sta sconvolgendo e quello che nel mondo si sta scombinando…\nUna sensazione di vuoto sembra avvolgerci\, la natura si sta trasformando\, l’abitare il mondo con i nostri corpi appare travolto.\nMargaret Atwood ha iniziato a scrivere il romanzo nella primavera del 1984.\nAlla fine del ventesimo secolo le superpotenze mondiali sono stremate e la Terra è devastata\ndall’inquinamento radioattivo e chimico. Nel Nord America\, a seguito di un golpe\, si insedia un regime totalitario teocratico di ispirazione biblica vetero-testamentaria: la Repubblica di\nGalaad” che\, sin da subito\, rende le donne asservite all’uomo per scopi riproduttivi\, dichiara illegali le altre confessioni religiose\, i matrimoni al di fuori della Chiesa di Stato e la lettura\,\ntranne che da parte di uomini e membri della gerarchia galaadiana.\nI riottosi vengono eliminati o esiliati nelle colonie ove vengono impiegati nel trattamento e\nsmaltimento dei rifiuti tossici che hanno contaminato il pianeta. Le donne non fertili o troppo\nanziane per essere ancora utili nei lavori più umili sono dichiarate “Nondonne” ed eliminate.\nGuerre civili continuano tra le varie confessioni religiose e la Repubblica di Galaad mantiene il\ncontrollo della popolazione e delle donne con il terrore. Da un giorno all’altro le donne sono\nstate private di ogni bene\, ogni diritto e ogni libertà.\nIl vertice della piramide sociale di Galaad è rappresentato dai Comandanti\, gerarchi della\nRepubblica e depositari del potere. Essi si dotano di Ancelle\, donne fertili in stato di completo\nasservimento\, schiavizzate al solo scopo di procreare. Oltre alle ancelle\, ai Comandanti dei\nFedeli\, e alle Nondonne\, vi sono altre categorie sociali: le Marte\, ovvero le serve\, gli Occhi\,\nmembri dei servizi segreti\, i Custodi ossia l’equivalente maschile delle Marte a cui i rapporti\ncon le donne sono vietati\, gli Angeli\, ossia i militari\, le Mogli dei Comandanti e degli Angeli\, le\nZie\, guardiane del rigore morale delle donne\, le Economogli\, sposate a uomini di basso ceto\nsociale\, e le prostitute\, la cui esistenza non è ufficialmente ammessa\nL’Ancella protagonista\, Offred (cioè Of-Fred\, di-Fred\, il suo padrone\, perché le Ancelle non\nhanno nome)\, prima di essere costretta a diventare ancella\, conviveva con un uomo\ndivorziato\, Luke\, e con lui aveva avuto una bambina. In pochi mesi la sua vita cambia: viene\nlicenziata\, il suo conto bancario azzerato e perseguitata per quello che viene considerato un\nrapporto illegittimo (in quanto sono considerati validi solo i primi matrimoni). I due tentano\ndi espatriare con la figlia ma durante la fuga vengono arrestati: Luke sparisce\, la figlia data in affidamento ad una delle famiglie di elevato rango sociale che non hanno figli L’ancella non\npotrà più usare il suo nome di battesimo\, Nella casa del Comandante la sua vita trascorre con\ninerzia\, tra le angherie della moglie del padrone\, che subisce con stizza le rituali copule del\nmarito con la sua ancella (che avvengono a scansione mensile\, nel periodo fertile di\nquest’ultima)\, sperando comunque di avere un figlio da accudire in quanto sarebbe l’unico mezzo per ottenere una certa considerazione sociale. La protagonista è solo l’ultima di una\nserie di ancelle affidate al Comandante (probabilmente sterile come la moglie)\, l’ultima delle quali si era suicidata non prima di aver inciso con uno spillo nell’armadio della sua camera\nuna frase: “Nolite te bastardes carborundorum” (tradotta: “che i bastardi non ti schiaccino”).\nIl Comandante\, nonostante il divieto di intimità con l’ancella – che non sia l’atto sessuale\nconsumato in presenza della moglie e di tutta la servitù riunita – inizia a frequentarla di nascosto e giocano a Scarabeo; lui le permette di leggere alcune riviste che prima dell’avvento\ndel regime di Galaad erano dedicate ad un pubblico femminile. Successivamente\, le pretese\ndel Comandante si fanno più pericolose.\nLa donna è costretta ad annullare la propria personalità e ad accettare le attenzioni e i capricci\ndel Comandante che\, in questo modo\, vuole affermare il suo controllo e il suo potere.\nLa moglie del Comandante\, Serena Joy\, sa che il marito è sterile ma non può ammetterlo\npubblicamente\, poiché secondo l’interpretazione biblica fatta dai teologi di Galaad\, solo alla\ndonna e non all’uomo può essere imputata la sterilità; per uscire dall’impasse\, pur di avere un\nbambino da accudire e liberarsi una volta per tutte della presenza delle ancelle nella casa\,\nsuggerisce a Offred di lasciarsi mettere incinta.\nIl romanzo termina con la scoperta di audiocassette\, tanto tempo dopo\, che contengono il\nracconto dell’ancella\, trascritto e battezzato come Il racconto dell’ancella.\nLe distopie affondano sempre le loro radici su una base di paure realmente percepite dalle\nsocietà che le generano. Ciò che spaventa di Il racconto dell’ancella è l’impressione generale\nche il sovvertimento che porta al colpo di stato e al regime religioso di Galaad sia stato\nrapidissimo. Come se una società sonnolenta e stanca\, che potrebbe anche essere la nostra\, da\nun giorno all’altro si fosse svegliata in un nuovo Medioevo\, dove le donne devono\nesclusivamente assolvere al “loro destino biologico”\, non possono leggere\, lavorare o giocare.\nTutto è gerarchizzato\, controllato e rigorosamente diviso in caste.\nNulla può sfuggire all’Occhio del regime e ogni deviazione contro l’ordine o la natura è\ncrudelmente punita. Lo smarrimento è evidente anche nel racconto di Offred\, che spesso viene\nquasi travolta dai ricordi della vita “com’era prima”. Alle volte il suo tentativo di non\ndimenticare e le forti pressioni emotive cui è sottoposta giocano brutti scherzi: è allora che il\nvelo tra presente e passato diventa sottilissimo e la memoria si fonde con le percezioni del\npresente\, creando un mix narrativo di grande impatto.\nCommuove vedere come qualcosa di semplice e “normale” possa assumere enorme\nimportanza.\nAnche lo Stato più repressivo non riesce a schiacciare i desideri e da questo dipenderà la\npossibilità e\, forse\, il successo di una ribellione. Mito\, metafora e storia si fondono per sferrare\nuna satira energica contro i regimi totalitari. Ma non solo: c’è anche la volontà di colpire\, con\ntagliente ironia\, il cuore di una società meschinamente puritana che\, dietro il paravento di\ntabù istituzionali\, fonda la sua legge brutale sull’intreccio tra sessualità e politica. Quello che\nl’Ancella racconta sta in un tempo di là da venire\, ma interpella fortemente il presente.\nMargaret Atwood è una delle voci più note della narrativa e della poesia canadese.\nLaureata a Harvard\, ha esordito a diciannove anni. Scrittrice estremamente prolifica\, ha\npubblicato oltre venticinque libri tra romanzi\, racconti\, raccolte di poesia\, libri per bambini e\nsaggi. Ha scritto\, inoltre\, sceneggiature per la radio e la televisione canadese.\nEsordì nel 1961 con la raccolta di versi Double Persephone\, alla quale seguì\, nel 1964\, Il gioco\ndel cerchio. Si tratta di opere nelle quali viene affrontato il tema dell’identità culturale\ncanadese\, che sarà il filo conduttore anche delle raccolte poetiche successive\, tra queste :\nProcedure per il sotterraneo (1970)\, Storie vere (1981)\, Interlunare (1984). La condizione della\ndonna è invece al centro delle opere narrative\, a partire dal romanzo La donna da mangiare\n(1969)\, che diede all’autrice il successo internazionale. Tra gli altri romanzi: Lady Oracolo\n(1976); Offesa corporale (1981); Il racconto dell’ancella (1986)\, un romanzo fantascientifico \ndal quale Harold Pinter ha tratto la sceneggiatura per il film omonimo diretto da Volker\nSchlöndorff (1990); La donna che rubava i mariti (1993); L’altra Grace (1996)\, che trae spunto\nda un fatto realmente accaduto; L’assassino cieco (2001); L’anno del diluvio (2010); Per ultimo \nil cuore (2016); Seme di strega (2017); Occhio di gatto (2018)\, Il canto di Penelope (2018)\, I\ntestamenti (2019)\, Oryx e Crake (già L’ultimo degli uomini\, 2021).\nPiù volte candidata al Premio Nobel per la letteratura.\nVive a Toronto con il marito\, il romanziere Graeme Gibbson\, e la figlia Jesse. Ha riflettuto sulla\npropria attività di scrittrice in Negoziando con le ombre (Ponte alle Grazie\, 2003).\nMargaret Atwood\, Il racconto dell’ancella\, Ponte alle Grazie\, 2019 \nPossiamo\, inoltre costruire\, a partire dal testo\, un itinerario di letture\, incontri con\naltri scritti\, altre parole che invitano ad una riflessione sul nostro oggi:\nHanna Arendt\, L’Umanità in tempi bui\, Cortina Editore\, 2019\nPat Barker\, Il silenzio delle ragazze\, Einaudi\, 2019\nShoshana Zuboff\, Il capitalismo della sorveglianza\, Luiss UP\, 2019\nDonatella Di Cesare\, Virus sovrano. L’asfissia capitalistica\, Bollati Boringhieri\, 2020\nAntonella Viola\, Danzare nella tempesta. Viaggio nella fragile perfezione del sistema\nimmunitario\, Feltrinelli\, 2021\nAnnalisa Cuzzocrea\, Che fine hanno fatto i bambini\, Piemme\, 2021.\nNadia Nappo\, Nuova vita a spazi e relazioni per la città post Covid\, articolo di approfondimento\nper l’incontro on line promosso da “La Città Felice”\, Catania 27 febbraio 2021” (inserito nella\ncasella di Google-drive del nostro Laboratorio di lettura) \na cura di Veronica Bisesti; Luisella Bolla e Nadia Nappo
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SUMMARY:Proiezione di Arcana\, di Giulio Questi - per la rassegna Zodiac Club\, Cinema e Magia
DESCRIPTION:Arcana (1972) di Giulio Questi \nFilm enigmatico e maledetto\, ultima opera di Questi. Vogliamo rendere omaggio a un regista irregolare sfortunato lucido visionario che ha raccontato in questa pellicola l’incubo metropolitano\, gonfio di abitanti difformi (e meridionali) \nBenvenuti nello Zodiac Club\, una rassegna di 6 film proiettati in sala cinema dell’Asilo ogni giovedì alle 20.30 dal 3 Marzo al 14 Aprile. Un ciclo cinematografico per interrogarsi sull’invisibile. Come si trasforma la realtà? Come reagiamo quando accade l’inspiegabile? E\, soprattutto\, cos’è la realtà?\nPer 6 settimane gli amanti della magia\, del sogno e dell’incubo potranno intraprendere un viaggio che partirà dagli USA con Bell\, book and candle per passare per l’Italia con Arcana e il medico e lo stregone\, fare tappa nel Regno Unito con Penda’s Fen\, in Giappone con Cure e infine atterrare nella Repubblica Ceca con Valerie\, a týden divu. Tutti i film stranieri saranno proiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano.
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SUMMARY:Ri-creazione : Spazio di creazione e ri-generazione
DESCRIPTION:Ri-creazione\nSpazio di creazione e ri-generazione \nDanza\, teatro\, musica e cinema\nPer bambini e non più bambini! \nDomenica 6 marzo 2022 \nH 11.00 spettacolo “Pulcinella\, Arlecchino e la città fantastica”\ndi e con Paola Maria Cacace e Angela Severino (teatro) \nH 13.00 pranzo pic-nic -porta il tuo panino preferito \nH 15.00 gioco della danza con Marie-Thérèse Sitzia (refettorio) \nH 16.30 proiezione del film Kirikú e la strega Karaba (cinema) \nlo spettacolo è consigliabile per bambini dai 6 anni in su \nGrafica di @Bruciacomeneve Aka @Joy de Vivre
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SUMMARY:Il dilemma dell'aragosta. La forza della vulnerabilità. Presentazione
DESCRIPTION:Nell’ambito del decimo compleanno dell’asilo\, sabato 5 marzo alle 18:00\, presenteremo in anteprima a Napoli\, insieme all’autore\, “Il dilemma dell’aragosta. La forza della vulnerabilità”.\nInterverranno\, oltre che Stefano De Matteis\, Yassin Dia e Giuseppe Grimaldi.   \n“Nasciamo nudi ma mai soli e insieme agli altri\, nel fare comune\, costruiamo quella pratica artigiana che è la nostra vita. E spesso le corriamo appresso senza prendere fiato. Un tempo i riti erano una pausa di sistema per la trasformazione. Oggi\, in un mondo di rituali sempre più social che sociali\, sembra che non ci siano tempi e spazi per la riflessione e la critica. Tanto da non riconoscere le costrizioni sociali e culturali in cui siamo intrappolati. Quando ci sentiamo forti\, crediamo di essere invincibili. Ma è la fallibilità a renderci umani: solo così ci riconosciamo e ci sentiamo parte della comunità umana. Affrontare le nostre vulnerabilità significa capire le possibilità del cambiamento personale e collettivo e iniziare una nuova vita”
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SUMMARY:Elena Ferrante. Poetiche e politiche della soggettività di Isabella Pinto
DESCRIPTION:Venerdì 4 marzo alle h. 18\, l’??-????? ?????????\, in collaborazione con ???? – ???????? ???????????? ?? ?????????\, ospiterà la presentazione di ????? ????????. ???????? ? ????????? ????? ????????????̀ (Mimesis Edizioni).  \nInsieme all’autrice ???????? ????? (attivista\, ricercatrice indipendente\, coordinatrice del Master in Studi e Politiche di genere presso l’Università di Roma Tre) interverranno ??????? ????? (attivista e studiosa di Lingue Straniere e Comunicazione Interculturale) e ????? ?????? (dottoranda in Studi Postcoloniali e studiosa della Questione Meridionale\, bianchezza e migrazioni)\, intrecciandosi con le letture di ????????? ???? (attrice della serie tv L’Amica Geniale) e ???? ???????? (attrice\, showgirl\, filosofa) \n?? ????????????? ??? ?????? ?? ??????? ?? ???????? ????? ????? ?????? ??’????????? ?? ???????? ??? ?????? ? ?????? ?? ??????? ????????? ????? ????? ??-??????????? ????’????? ?? ????? ????????\, ?????? ?? ?????????? ?????????? ??? ??????? ???????\, ??????? ? ?????????? ????? ??????̀ \nIsabella Pinto\, ????? ????????. ???????? ? ????????? ????? ????????????̀\, Mimesis Edizioni\, Milano 2020\nhttps://www.mimesisedizioni.it/libro/9788857563961 \nIn collaborazione con LIRE – Librerie Indipendenti in Relazione \nImmagine: David Seymour\, A young prostitute in the Albergo dei Poveri reformatory\, Naples 1948
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SUMMARY:Proiezione di Bell\, Book and Candle\, di Robert Quine\, per la rassegna Zodiac Club\, Cinema e magia
DESCRIPTION:Bell\, book and candle (titolo italiano Una strega in Paradiso) è una commedia americana a colori del 1958 per la regia Robert Quine. Nel cast troviamo tre stelle di prima grandezza\, i due protagonisti: Kim Novak\, protagonista nello stesso anno di Vertigo di Hitchcock\, qui nei panni della strega\, James Stewart\, indimenticabile in La vita è meravigliosa (Capra 1946) o La finestra sul Cortile del già citato Hitchcock\, che indossa i panni del “babbano”\, e come se non bastasse Jack Lemmon appena reduce da A qualcuno piace Caldo di Wilder. Il titolo originale del film mette in fila tre oggetti rituali rivelando il tema che è quello della magia pratica\, tema carissimo alla Hollywood di quegli anni e che viene trattato qui con una leggerezza più unica che rara. Lo Zodiac Club è un club di jazz sotterraneo in cui si ritrovano i protagonisti e che per la sua iconicità da il titolo alla rassegna. \nPer la rassegna Zodiac Club – Cinema e Magia
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SUMMARY:LABORATORIO DI LETTURA - V incontro
DESCRIPTION:“Il racconto dell’ancella” di Margaret Atwood\nLeggeremo pagine scelte del testo\, che possono aiutare a fare un viaggio di sensazioni tra ciò che nel presente ci sta sconvolgendo e quello che nel mondo si sta scombinando…\nUna sensazione di vuoto sembra avvolgerci\, la natura si sta trasformando\, l’abitare il mondo con i nostri corpi appare travolto.\nMargaret Atwood ha iniziato a scrivere il romanzo nella primavera del 1984.\nAlla fine del ventesimo secolo le superpotenze mondiali sono stremate e la Terra è devastata\ndall’inquinamento radioattivo e chimico. Nel Nord America\, a seguito di un golpe\, si insedia un regime totalitario teocratico di ispirazione biblica vetero-testamentaria: la Repubblica di\nGalaad” che\, sin da subito\, rende le donne asservite all’uomo per scopi riproduttivi\, dichiara illegali le altre confessioni religiose\, i matrimoni al di fuori della Chiesa di Stato e la lettura\,\ntranne che da parte di uomini e membri della gerarchia galaadiana.\nI riottosi vengono eliminati o esiliati nelle colonie ove vengono impiegati nel trattamento e\nsmaltimento dei rifiuti tossici che hanno contaminato il pianeta. Le donne non fertili o troppo\nanziane per essere ancora utili nei lavori più umili sono dichiarate “Nondonne” ed eliminate.\nGuerre civili continuano tra le varie confessioni religiose e la Repubblica di Galaad mantiene il\ncontrollo della popolazione e delle donne con il terrore. Da un giorno all’altro le donne sono\nstate private di ogni bene\, ogni diritto e ogni libertà.\nIl vertice della piramide sociale di Galaad è rappresentato dai Comandanti\, gerarchi della\nRepubblica e depositari del potere. Essi si dotano di Ancelle\, donne fertili in stato di completo\nasservimento\, schiavizzate al solo scopo di procreare. Oltre alle ancelle\, ai Comandanti dei\nFedeli\, e alle Nondonne\, vi sono altre categorie sociali: le Marte\, ovvero le serve\, gli Occhi\,\nmembri dei servizi segreti\, i Custodi ossia l’equivalente maschile delle Marte a cui i rapporti\ncon le donne sono vietati\, gli Angeli\, ossia i militari\, le Mogli dei Comandanti e degli Angeli\, le\nZie\, guardiane del rigore morale delle donne\, le Economogli\, sposate a uomini di basso ceto\nsociale\, e le prostitute\, la cui esistenza non è ufficialmente ammessa\nL’Ancella protagonista\, Offred (cioè Of-Fred\, di-Fred\, il suo padrone\, perché le Ancelle non\nhanno nome)\, prima di essere costretta a diventare ancella\, conviveva con un uomo\ndivorziato\, Luke\, e con lui aveva avuto una bambina. In pochi mesi la sua vita cambia: viene\nlicenziata\, il suo conto bancario azzerato e perseguitata per quello che viene considerato un\nrapporto illegittimo (in quanto sono considerati validi solo i primi matrimoni). I due tentano\ndi espatriare con la figlia ma durante la fuga vengono arrestati: Luke sparisce\, la figlia data in affidamento ad una delle famiglie di elevato rango sociale che non hanno figli L’ancella non\npotrà più usare il suo nome di battesimo\, Nella casa del Comandante la sua vita trascorre con\ninerzia\, tra le angherie della moglie del padrone\, che subisce con stizza le rituali copule del\nmarito con la sua ancella (che avvengono a scansione mensile\, nel periodo fertile di\nquest’ultima)\, sperando comunque di avere un figlio da accudire in quanto sarebbe l’unico mezzo per ottenere una certa considerazione sociale. La protagonista è solo l’ultima di una\nserie di ancelle affidate al Comandante (probabilmente sterile come la moglie)\, l’ultima delle quali si era suicidata non prima di aver inciso con uno spillo nell’armadio della sua camera\nuna frase: “Nolite te bastardes carborundorum” (tradotta: “che i bastardi non ti schiaccino”).\nIl Comandante\, nonostante il divieto di intimità con l’ancella – che non sia l’atto sessuale\nconsumato in presenza della moglie e di tutta la servitù riunita – inizia a frequentarla di nascosto e giocano a Scarabeo; lui le permette di leggere alcune riviste che prima dell’avvento\ndel regime di Galaad erano dedicate ad un pubblico femminile. Successivamente\, le pretese\ndel Comandante si fanno più pericolose.\nLa donna è costretta ad annullare la propria personalità e ad accettare le attenzioni e i capricci\ndel Comandante che\, in questo modo\, vuole affermare il suo controllo e il suo potere.\nLa moglie del Comandante\, Serena Joy\, sa che il marito è sterile ma non può ammetterlo\npubblicamente\, poiché secondo l’interpretazione biblica fatta dai teologi di Galaad\, solo alla\ndonna e non all’uomo può essere imputata la sterilità; per uscire dall’impasse\, pur di avere un\nbambino da accudire e liberarsi una volta per tutte della presenza delle ancelle nella casa\,\nsuggerisce a Offred di lasciarsi mettere incinta.\nIl romanzo termina con la scoperta di audiocassette\, tanto tempo dopo\, che contengono il\nracconto dell’ancella\, trascritto e battezzato come Il racconto dell’ancella.\nLe distopie affondano sempre le loro radici su una base di paure realmente percepite dalle\nsocietà che le generano. Ciò che spaventa di Il racconto dell’ancella è l’impressione generale\nche il sovvertimento che porta al colpo di stato e al regime religioso di Galaad sia stato\nrapidissimo. Come se una società sonnolenta e stanca\, che potrebbe anche essere la nostra\, da\nun giorno all’altro si fosse svegliata in un nuovo Medioevo\, dove le donne devono\nesclusivamente assolvere al “loro destino biologico”\, non possono leggere\, lavorare o giocare.\nTutto è gerarchizzato\, controllato e rigorosamente diviso in caste.\nNulla può sfuggire all’Occhio del regime e ogni deviazione contro l’ordine o la natura è\ncrudelmente punita. Lo smarrimento è evidente anche nel racconto di Offred\, che spesso viene\nquasi travolta dai ricordi della vita “com’era prima”. Alle volte il suo tentativo di non\ndimenticare e le forti pressioni emotive cui è sottoposta giocano brutti scherzi: è allora che il\nvelo tra presente e passato diventa sottilissimo e la memoria si fonde con le percezioni del\npresente\, creando un mix narrativo di grande impatto.\nCommuove vedere come qualcosa di semplice e “normale” possa assumere enorme\nimportanza.\nAnche lo Stato più repressivo non riesce a schiacciare i desideri e da questo dipenderà la\npossibilità e\, forse\, il successo di una ribellione. Mito\, metafora e storia si fondono per sferrare\nuna satira energica contro i regimi totalitari. Ma non solo: c’è anche la volontà di colpire\, con\ntagliente ironia\, il cuore di una società meschinamente puritana che\, dietro il paravento di\ntabù istituzionali\, fonda la sua legge brutale sull’intreccio tra sessualità e politica. Quello che\nl’Ancella racconta sta in un tempo di là da venire\, ma interpella fortemente il presente.\nMargaret Atwood è una delle voci più note della narrativa e della poesia canadese.\nLaureata a Harvard\, ha esordito a diciannove anni. Scrittrice estremamente prolifica\, ha\npubblicato oltre venticinque libri tra romanzi\, racconti\, raccolte di poesia\, libri per bambini e\nsaggi. Ha scritto\, inoltre\, sceneggiature per la radio e la televisione canadese.\nEsordì nel 1961 con la raccolta di versi Double Persephone\, alla quale seguì\, nel 1964\, Il gioco\ndel cerchio. Si tratta di opere nelle quali viene affrontato il tema dell’identità culturale\ncanadese\, che sarà il filo conduttore anche delle raccolte poetiche successive\, tra queste :\nProcedure per il sotterraneo (1970)\, Storie vere (1981)\, Interlunare (1984). La condizione della\ndonna è invece al centro delle opere narrative\, a partire dal romanzo La donna da mangiare\n(1969)\, che diede all’autrice il successo internazionale. Tra gli altri romanzi: Lady Oracolo\n(1976); Offesa corporale (1981); Il racconto dell’ancella (1986)\, un romanzo fantascientifico \ndal quale Harold Pinter ha tratto la sceneggiatura per il film omonimo diretto da Volker\nSchlöndorff (1990); La donna che rubava i mariti (1993); L’altra Grace (1996)\, che trae spunto\nda un fatto realmente accaduto; L’assassino cieco (2001); L’anno del diluvio (2010); Per ultimo \nil cuore (2016); Seme di strega (2017); Occhio di gatto (2018)\, Il canto di Penelope (2018)\, I\ntestamenti (2019)\, Oryx e Crake (già L’ultimo degli uomini\, 2021).\nPiù volte candidata al Premio Nobel per la letteratura.\nVive a Toronto con il marito\, il romanziere Graeme Gibbson\, e la figlia Jesse. Ha riflettuto sulla\npropria attività di scrittrice in Negoziando con le ombre (Ponte alle Grazie\, 2003).\nMargaret Atwood\, Il racconto dell’ancella\, Ponte alle Grazie\, 2019 \nPossiamo\, inoltre costruire\, a partire dal testo\, un itinerario di letture\, incontri con\naltri scritti\, altre parole che invitano ad una riflessione sul nostro oggi:\nHanna Arendt\, L’Umanità in tempi bui\, Cortina Editore\, 2019\nPat Barker\, Il silenzio delle ragazze\, Einaudi\, 2019\nShoshana Zuboff\, Il capitalismo della sorveglianza\, Luiss UP\, 2019\nDonatella Di Cesare\, Virus sovrano. L’asfissia capitalistica\, Bollati Boringhieri\, 2020\nAntonella Viola\, Danzare nella tempesta. Viaggio nella fragile perfezione del sistema\nimmunitario\, Feltrinelli\, 2021\nAnnalisa Cuzzocrea\, Che fine hanno fatto i bambini\, Piemme\, 2021.\nNadia Nappo\, Nuova vita a spazi e relazioni per la città post Covid\, articolo di approfondimento\nper l’incontro on line promosso da “La Città Felice”\, Catania 27 febbraio 2021” (inserito nella\ncasella di Google-drive del nostro Laboratorio di lettura) \na cura di Veronica Bisesti; Luisella Bolla e Nadia Nappo
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DESCRIPTION:– V I S I O N A N Z E – \nshort films + live set musicali \nVisionanze è il nuovo progetto dell’Asilo che vuole promuovere l’incontro di artist* appartenenti alle discipline visive e a quello del suono.\nIl progetto nasce dalla considerazione che l’ibridazione e l’incrocio di pratiche diverse non possono che accrescere culturalmente\, artisticamente e umanamente il contesto in cui avvengono. Questo tipo di possibilità è oggi quanto mai rara\, in un insieme economico\, politico e sociale dove la pandemia ha reso ancora più difficile lo svolgersi di attività culturali di questo tipo.\nVideoartist\, musicisti e soundartist possono proporre il loro lavoro e vengono invitati ad attraversare lo spazio dell’Asilo per creare occasioni di collaborazione con altri artisti per la sonorizzazione di video\, per la realizzazione di video\, per la proiezione di lavori che siano legati all’ambito della video arte\, e altro tipo di proposte che si occupino di immagine e suono. \nI primi due appuntamenti di Visionanze presentano Landscape 2021\, selezione di 12 cortometraggi\, con a seguire dei live set. Dopo il primo appuntamento del 29 gennaio\, si prosegue con la proiezione degli altri sei corti selezionati.\nKinetta in collaborazione con Collettivo Zeugma contribuisce alla promozione e diffusione delle opere selezionate dalla call Landscape 2021 che è stata lanciata a febbraio scorso. Dopo una attenta valutazione dei lavori arrivati da tutto il mondo\, il comitato di selezione di Landscape 2021 ha scelto 12 cortometraggi\, 12 interessantissime e diversificate opere realizzate dalla collaborazione tra sound artist e video artist che meglio utilizzano il suono nel solco dell’ampio tema uomo-territorio\, dando una libera interpretazione e rappresentazione tra segni e significati storici\, percettivi\, ambientali e antropologici di un determinato tipo di paesaggio. \nLe opere selezionate (seconda parte):\n– Dear Future (Francis Sosta)\n– Jupiter (1) (Francesco Russo\, Michele Forte e Michele Cornacchia)\n– Abbiamo perso sul fronte di Milano (Alessio Alonne\, Sei Iturriaga Sauco)\n– Mille e uno sul livello del mare (Andrea Nevi\, Eleonora Beddini)\n– Jupiter (Giovanni Rossino\, Luigi Mastandrea)\n– 净 ZIN (Rui Jiapeng\, Wang Jingyun\, Wang Jingyun\, Rui Jiapeng)  \nA seguire 2 live set + proiezioni: \nMario Petrecca / Feral dog (ambient/noise/industrial) + visuals a cura di Chiara Rigione\n“Feral dog” è ispirato agli istinti vitali che ci liberano dalla cattività\, in un moto di riappropriazione della nostra parte istintuale\, spingendoci\, però\, ai margini della società come cani randagi.\nIl set\, con una forte componente improvvisata\, è eseguito con sintetizzatori\, drum machine e campionatori. Il risultato è un liveset ambient dai forti colori noise/industrial\, melodie latenti e ritmiche caotiche. \nMUZIC PLUS + visuals a cura di Gian Luca Pellegrini\nMUZIC PLUS è un’associazione di musicisti e ricercatori provenienti da diversi\nambiti artistici che collaborano per realizzare progetti che indagano i mondi sonori\ndella musica improvvisata e d’avanguardia. MUZIC PLUS si muove nella direzione\ndi una ricerca che abbraccia differenti linguaggi\, approcci e tradizioni per una ricerca\nsperimentale volta al superamento dei confini\, sia musicali che sociali.(Stefania Ladisa violino\, Anna Paola De Biase sax alto\, Vito Basile basso elettrico\, Carlo Mascolo trombone preparato) \ntrailer Landscape 2021:\n  \nper informazioni più dettagliate \nV I S I O N A N Z E \n \nhttps://collettivozeugma.it/landscape2021/
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SUMMARY:Think Very Little: Corso base di fotografia minimalista (12h)
DESCRIPTION:La fotografia Minimal e’ la base per ogni tipo di fotografia. Se riuscirete a costruire una solida immagine con pochi elementi diventerete fotografi eccellenti. Questo sara’ un corso breve ed essenzialmente pratico\, in cui alterneremo lezioni teoriche a studi sul campo\, a revisioni degli scatti effettuati. Volete una sfida che metta alla prova le vostre capacita’ e vi faccia salire di livello nella vostra pratica? Non perdete l’occasione e iscrivetevi 🙂 \n*** \nTHINK VERY LITTLE:\nCORSO BASE PRATICO DI FOTOGRAFIA MINIMALISTA  \n26 Febbraio lezione teorica indoor da 2 ore\, ore 16-18\n27 Febbraio lezione pratica outdoor da 2 ore\, ore 15-17\n5 Marzo lezione pratica outdoor da 2 ore\, ore 14-16\n6 Marzo lezione teorica indoor da 2 ore\, ore 15-17 \nCOSTO: €70\nPOSTI: Max 12\nDOCENTE: Susanna D’Aliesio \n*** \nPer info e prenotazioni scrivere a:\ninfo@exasilofilangieri.it\ndaliesio.s@gmail.com
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SUMMARY:Il CLOWN e la Danza aerea
DESCRIPTION:“IL CLOWN e la danza aerea”. \nLaboratorio di Serenella Converti per professionisti.\nImpostazione del proprio clown\, consulenza artistica e creazione . \nL’obiettivo del laboratorio è di animare la danza aerea con l’ausilio dello studio sul clown\, il meraviglioso idiota. \nSpesso i numeri di danza aerea risultano sì virtuosi ma interpretati da protagonisti anonimi che non riescono a raccontare storie\, situazioni\, personaggi.\nNonostante l’alto livello di tecnica\, nella performance gli aerealisti si appoggiano\, nell’interpretazione\, sostanzialmente alla musica. Si può fare molto di più\, raccontare storie già da terra\, prima ancora di salire sull’attrezzo. \nLa mia intenzione è quella di impostare il proprio clown dei partecipanti per poi renderlo aereo col suo bagaglio di emozioni. Ogni clown è diverso dall’altro ed ogni composizione clownesca un mondo a sé. Ci sono clown forti nella parola\, altri silenziosi\, alcuni molto fisici\, altri ancora metafisici\, patafisici\, clown cattivi\, altri particolarmente vulnerabili…\nIl punto è che il clown siamo noi in un modo molto autentico\, tanto da risultare naif. L’arte del clown ci aiuta a conoscere la nostra poetica e ad essere più veri e umani in scena\, stabilendo un rapporto di qualità con il pubblico\, lontani da stereotipi stilistici e attoriali. E’ un rapporto trasversale con lo strumento\, in questo caso l’attrezzo scelto. \nE’ richiesto ad ogni partecipante di possedere un pezzo\, anche se non chiuso\, almeno un’idea sulla quale lavorare. Nulla vieta di lavorare su composizioni a più interpreti in modo da giocare\, oltre al rapporto con l’attrezzo ed il pubblico anche col proprio compagno di performance.                                                                                                                             Si aprono così nuove alleanze o nuovi conflitti\, preziosi elementi di gioco. \nProssimo appuntamento: 19 febbraio ore 10.00/17.00. \nInfo e prenotazioni al 3386372842
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